Economia

Inflazione, Trento tra i capoluoghi con l'aumento più alto: a luglio +2,6%

I dati Istat confermano l'andamento in salita in tutta Italia per i prezzi al consumo

L'Istat rivede al rialzo le stime per l'inflazione, e Trento si conferma ai vertici tra le città più costose in Italia. Nell'ultimo rapporto divulgato dall'Istituto nazionale di statistica, si stima in Italia un aumento dei prezzi dello 0,5% su base mensile e dell'1,9% su base annua, contro una stima preliminare del +1,8%.

Trento e Bolzano sono entrambe sul podio delle città con l'aumento maggiore: tra i capoluoghi infatti, prima del Trentino-Alto Adige c'è solo Reggio Emilia (+2,7). Seguono proprio Trento (+2,6%) e Bolzano, quest'ultima a pari merito con Bari (+2,5%). Al contrario, le variazioni tendenziali più contenute si osservano ad Ancona (+1,0%) Brescia e Milano (entrambe +1,3%). In generale, a luglio l'inflazione accelera in tutte le zone geografiche, confermandosi al di sopra del dato nazionale al Sud (da +1,6% di giugno a +2,1%), nelle Isole (da +1,7% a +2,0%) e nel Nord-Est (da +1,5% a +2,0%), con il Nord-Ovest e il Centro che, invece, si posizionano al di sotto con un' inflazione pari a +1,7% per entrambe (da +1,1% per tutti e due).

Schermata 2021-08-11 alle 11.33.12-2Secondo la nota dell'Istat, l’accelerazione tendenziale dell’inflazione si deve prevalentemente a quella dei prezzi dei beni energetici (da +14,1% di giugno a +18,6%) e in particolare di quelli della componente regolamentata che registrano a luglio un’impennata della crescita (da +16,9% a +34,2%), mentre i prezzi della componente non regolamentata rallentano (da +12,8% a +11,2%). Contribuiscono all’accelerazione dell’inflazione, ma in misura minore, i prezzi degli alimentari lavorati (che invertono la tendenza da -0,4% a +0,2%), quelli degli alimentari non lavorati (che riducono la flessione da -1,1% a -0,2%), i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (la cui crescita passa da +1,0% a +1,3%) e la minore flessione di quelli dei servizi relativi ai trasporti (da -1,4% a -0,2%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto principalmente alla crescita dei prezzi dei beni energetici regolamentati (+11,3%), cui si aggiunge quella dei servizi relativi ai trasporti (+1,1%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%); in calo i prezzi degli alimentari non lavorati (-1,6%). I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano una variazione tendenziale nulla (da -0,7%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano (da +1,6% a +2,0%).

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