Mercoledì, 12 Maggio 2021
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Fondo di solidarietà: firmato l'accordo, sostituirà la cassa in deroga

Siglato l'accordo dopo l'intesa con il Governo: il Trentino avrà il suo fondo in sostituzione della cassa in deroga: Sarà finanziato in parti uguali dalla Provincia (che ha già messo 2 milioni di euro), dal datore di lavoro e dal lavoratore tramite la cessione dello 0,45% dello stipendio

A tre mesi dall'intea raggiunta con il Governo dopo il Jobs Act di Renzi che prevedeva la sostituzione della cassa integrazione in deroga con un fondo territoriale nelle regioni a Statuto Speciale in Trentino il Fondo di solidarietà è oggi realtà. Confindustria Trento, Confcommercio , Confesercenti del Trentino, Associazione Albergatori ed imprese turistiche, Federazione trentina della cooperazione, Confprofessioni, Cgil del Trentino, Cisl del Trentino, Uil del Trentino hanno firmato oggi l'accordo con l'assessore Olivi. Non hanno invece firmato la Coldiretti e l'Associazione Artigiani.

"Il Fondo consentirà di garantire di fatto la cassa integrazione ai lavoratori delle imprese fino a 15 dipendenti - ha spiegato l'assessore - ma non solo: ci sarà anche una Naspi per i lavoratori stagionali, che a causa dell'insufficiente contribuzione non possono accedere a quella ordinaria, nonché misure di formazione e ricollocazione per i lavoratori delle imprese che aderiscono ai soggetti collettivi firmatari, misure che oggi sono sempre più importanti. Infine, per la prima volta entra in un accordo fra le parti sociali, che gestiranno il Fondo in assoluta autonomia, anche il mondo delle libere professioni".

L'accordo riguarda tutte le aziende, con almeno il 75% dei dipendenti in Trentino, associate ai soggetti firmatari che non rientrano nella Cassa integrazione guadagni, per un totale, secondo le stime, che arriva fino a 52.000 lavoratori potenziali, anche quelli delle imprese che impiegano fra 1 e 5 dipendenti, che oggi risulterebbero "scoperti". La Provincia ha già stanziato 2 milioni di euro per assicurare la piena operatività del Fondo, a cui si sono aggiunte anche ulteriori misure di sostegno, in particolare di natura fiscale, che hanno consentito di abbattere del 50% gli oneri contributivi a carico delle aziende aderenti.

Oltre allo stanziamento provinciale il Fondo sarà finanziato con una cessione dello 0,45% dello stipendio dalla busta paga, 2/3 a carico del datore di lavoro, 1/3 a  carico del lavoratore. Per la parte a carico dell'azienda è prevista però una detrazione Irap del 50%, dunque il finanziamento sarà equamente diviso in tre: Provincia, lavoratore, azienda.

Il Fondo funzionerà in sostituzione della cassa in deroga e fino a 26 settimane in due anni, il doppio rispetto alle prestazioni nazionali, ma anche per stagionali con mesi contributivi non sufficienti per l'indennità di disoccupazione, e, in via eccezionale, per agevolazioni all'esodo per lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni. 

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