Domenica, 14 Luglio 2024
Economia

Stop ai nuovi edifici commerciali nei centri storici: si punta a riqualificare

La Giunta si riserva invece di decidere, d'intesa coi Comuni interessati, sull'insediamento delle grandi strutture affidando invece alle Comunità la programmazione per le strutture superiori ai 1.500 mq e fino a 10.000 mq fuori dai centri

La Giunta provinciale si riserva di decidere d'intesa con i Comuni interessati in merito all'insediamento delle grandi strutture di vendita (con superficie superiore a 10 mila mq) affidando invece alle comunità la programmazione urbanistica per le strutture di vendita al dettaglio di dimensioni superiori ai 1.500 mq e fino a 10.000 mq al di fuori dei centri storici. Non sono invece soggette a programmazione urbanistica le strutture commerciali di qualunque dimensione all'interno dei centri storici, allo scopo di favorire il riutilizzo e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. È quanto emerge, in sintesi, dalla prima delle 4 delibere proposte dalla Giunta e illustrate questa mattina dall'assessore Olivi alla seconda commissione del Consiglio provinciale.
 
I criteri di programmazione urbanistica del settore commerciale, la cui definizione è affidata alla Giunta dalla legge 17 del 2010 (la riforma del commercio), distinguono tra le superfici delle strutture di vendita. Per gli esercizi più piccoli, “di vicinato” con superficie fino a 150 metri, e le medie strutture di vendita (sopra i 150 metri e fino a 800 metri nei comuni con meno di 10 mila abitanti, e fino a 1.500 metri negli altri comuni), il provvedimento prevede una sostanziale de-programmazione. “Quando queste attività di vendita si insediano nei centri storici – ha spiegato Olivi – la strategia della Giunta punta a dare con questi criteri un forte impulso all’implementazione del tessuto commerciale attraverso una sostanziale liberalizzazione delle autorizzazioni, in modo da favorire il riutilizzo e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Solo nei centri storici la liberalizzazione vale anche per le grandi strutture commerciali al dettaglio, non assoggettate, in questo caso, a vincoli di carattere edilizio”. Fuori dai centri storici la delibera fissa invece una serie di standard urbanistici e qualitativi per armonizzare la realizzazione delle strutture di vendita l’ambiente e gli altri servizi esistenti.

Per le grandi superfici commerciali, se superano i 10 mila metri quadrati la Giunta si riserva di decidere in merito al loro insediamento previa intesa con il Comune interessato. “Gli standard urbanistico-edilizi – ha precisato Olivi – in questo caso sono molto più severi e stringenti in termini di parcheggi, viabilità e connessioni di queste strutture con il territorio”. Per le strutture con superfici inferiori ai 10 mila metri quadrati, la responsabilità viene affidata alle Comunità, che dovranno occuparsi della programmazione urbanistico-commerciale individuando le zone nelel quali permettere l’insediamento di questi centri. “Affidando la zonizzazione alle Comunità – ha aggiunto l’assessore – contiamo di è quello di evitare guerre tra Comuni”. “L’obiettivo generale è comunque di non consumare altro territorio e di valorizzare il patrimonio edilizio esistente”.

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