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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia

Cassa integrazione Covid, i sindacati chiedono la proroga per i lavoratori del terziario

Cgil Cisl Uil: "l’incremento dei contagi impatterà sulle attività legate a turismo e commercio. Vanno tutelati i redditi di chi lavora"

Il coronavirus soffoca ancora il Trentino e il resto del Paese, mettendo sotto pressione le strutture sanitarie e in difficoltà molte aziende. Per i sindacati trentini è necessaria una proroga alla cassa integrazione Covid che risulta scaduta alla fine del 2021. "E' urgente che il Governo proroghi la cassa integrazione Covid, scaduta il 31 dicembre scorso - scrivono i sindacati in una nota del 10 gennaio -. In questi giorni Cgil Cisl Uil hanno fatto pressione sull’Esecutivo perché si muova in questa direzione". La stessa scelta è attesa da parte dei sindacati anche in provincia.

“E’ assolutamente necessario estendere la cassa Covid per chi lavora nel commercio, nel turismo, negli impianti di risalita e nella ristorazione - spiegano Maurizio Zabbeni, Lorenzo Pomini e Gianni Tomasi che per Cgil Cisl e Uil seguono il mercato del lavoro -. Questi settori sono già stati provati da quasi due anni di pandemia. Senza una proroga degli ammortizzatori straordinari si rischiano nuovi licenziamenti, ma anche chiusure aziendali”.

La misura, secondo i sindacati, dovrebbe essere estesa fino alla conclusione dello stato di emergenza, intanto fissato per fine marzo. Il Governo sta valutando di muoversi nella direzione chiesta dai sindacati, ma servono nuove risorse. “Lavoratori e famiglie però hanno bisogno di avere certezze. Oggi i loro redditi sono messi in pericolo dalla pandemia. Ci uniamo, dunque, alle confederazioni nazionali chiedendo all’Esecutivo di fare in fretta”.

In attesa delle scelte di Palazzo Chigi i sindacati spingono anche perché la Provincia stessa si attivi da subito per gestire nel modo migliore questa fase di transizione. “La legge di bilancio ha stabilito un nuovo modello di ammortizzatori sociali. Piazza Dante non faccia scorrere tempo invano e si organizzi per rendere efficaci le nuove misure, anche garantendo la massima operatività del fondo di solidarietà trentino”, concludono Zabbeni, Pomini e Tomasi.

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