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Venerdì, 30 Settembre 2022
Economia

Allarme surgelati: cosa potrebbe accadere a breve

Futuro incerto per i surgelati a causa dei prezzi finali. Rischiano di pesare più del previsto sui consumatori il caro energia e i problemi nella logistica e nei trasporti. Se c’è un settore super energivoro, è proprio questo

Sempre più famiglie scelgono i cibi pronti, come pizze, verdure, carne e pesce. A confermarlo è il recente rapporto annuale sui consumi dei prodotti surgelati di Iias (Istituto Italiano Alimenti Surgelati). Il comparto ha registrato numeri senza precedenti, con un aumento di oltre il +5% sul 2020, per un consumo complessivo che supera le 940mila tonnellate. In Italia si è battuto il nuovo record di consumo pro-capite di questi prodotti, salito a 16 kg (contro i 15,2 kg dell'anno precedente).

"Lo scorso anno è stato ancora una volta molto importante per i consumi dei prodotti sottozero - spiega Giorgio Donegani, presidente Iias -. Abbiamo avuto l’ennesima conferma di come i surgelati siano diventati parte integrante delle scelte alimentari di tutti gli italiani". Merito del livello qualitativo delle materie prime, dell'elevato apporto nutrizionale, della vasta proposta, della praticità, della disponibilità costante in ogni periodo dell’anno, della valenza anti-spreco. Insomma, piacciono a tutti e per ottimi motivi.

Fin qui le note liete. Non è detto che il futuro sarà però altrettanto roseo. Il motivo? I prezzi finali. Rischiano di pesare più del previsto sui consumatori gli aumenti dei prezzi energetici e delle materie prime, senza contare i crescenti problemi nella logistica e nei trasporti. Se c’è un settore super energivoro nell’industria alimentare, è quello dei surgelati: infatti negli stabilimenti l’elettricità e il gas non servono solo per lavorare e impacchettare, ma anche per conservare sottozero i prodotti finiti. Alcuni imprenditori del settore hanno riscontrato aumenti del 1.000 per cento tra le bollette di dicembre 2020 e quelle di agosto 2022. La prima mossa dei produttori è stata la decisione di ridurre drasticamente gli stock in magazzino. "Finora avevamo stoccaggi dei prodotti fino a 12 mesi, ora riduciamo le produzioni ai soli quantitativi necessari per mantenere le richieste programmate. Certo, questo significa perdere qualche affare, non riuscire a cogliere le occasioni di mercato, ma per risparmiare non abbiamo altra scelta", dice al Sole 24 Ore Lorenzo Cerretani, l’amministratore delegato della Salpa di Roseto degli Abruzzi.

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Il peggio deve ancora arrivare. Qualcuno pensa al fermo produzione per un giorno alla settimana, con relativa cassa integrazione per i lavoratori. Per risparmiare c'è chi sostituisce tutti i sistemi di illuminazione possibili con lampade Led, chi automatizza gli stop ai motori dei compressori quando non servono, chi punta a fonti energetiche alternative, con magazzini robotizzati per la conservazione dei prodotti. L’obiettivo di una grande e affermata realtà come Orogel è di arrivare a fine 2023 a coprire con fonti alternative circa il 40% dell’energia che consuma. 

Ma le aziende del settore chiedono soprattutto al governo misure e aiuti ad hoc per il settore. Il rialzo dei prezzi di un 15 per cento circa l'anno prossimo (alcune imprese hanno già apportato aumenti del 5-7 per cento quest'anno) è uno scenario purtroppo realistico. In Italia la 'rivoluzione del gelo' arrivò nel periodo del boom economico, dall’America, con una decina d’anni di ritardo, e la prima linea di surgelati approdò nei nostri negozi di alimentari nel 1964. A sessant'anni di distanza, le nuove generazioni prediligono pasti rapidi da preparare, perché nonostante il successo delle trasmissioni di cucina si trascorre sempre meno tempo ai fornelli. Il fatto che l'offerta di surgelati sia sempre più variegata e sana ha attirato negli ultimi anni crescente attenzione da parte degli italiani, che prima li guardavano con un po’ più di diffidenza rispetto ad altri Paesi, come la Germania e il Regno Unito. Resta da capire se un eventuale aumento del prezzo finale, nel settore energivoro per antonomasia, invertirà o meno un trend che sembrava inarrestabile.

Fonte: Today

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