Lunedì, 15 Luglio 2024
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Assegno unico, scatta la beffa: perché qualcuno sta ricevendo una cifra più bassa

Sulle nuove regole Isee del 2023 c'è stata qualche incomprensione

Assegno unico universale, il diavolo è nei dettagli, come si suol dire. Per non perderci dei soldi, è necessario avere ben chiare a mente le nuove regole, quelle per il 2023.

In origine era l’articolo 6, comma 7, del decreto n. 230 del 29 dicembre 2021 - dove si legge che "con riguardo all’assegno relativo ai mesi di gennaio e febbraio di ogni anno, si fa riferimento all’Isee in corso di validità a dicembre dell’anno precedente". Poi la circolare Inps n. 132 del 15 dicembre scorso ha confermato il dubbio riguardante quale Isee vada utilizzato per il calcolo dell'assegno unico in pagamento questo mese.

Anche in quella, infatti, viene ribadito che - ai sensi di quanto stabilito dal suddetto decreto - "l'Isee in corso di validità al 31 dicembre 2022 continua a essere utilizzato per la determinazione degli importi dell’assegno unico e universale relativi alle mensilità di gennaio e febbraio 2023".

Assegno unico: arriva il doppio aumento

Traducendo dal burocratese: la scadenza presa come riferimento dalle famiglie per il rinnovo dell'Isee è quella del 28 febbraio, termine entro cui va richiesta la nuova attestazione così da evitare che dal prossimo mese scatti una riduzione dell’assegno unico fino al minimo dell’importo ottenibile.

Ma alcuni siti di settore hanno riferito che l'Inps - con una comunicazione interna del 19 gennaio a cui non ha fatto seguito una circolare o un messaggio pubblico - avrebbe deciso che laddove, al momento dell’elaborazione della mensilità di febbraio, l'Isee 2023 risultasse già a sistema, l’assegno unico sarebbe stato calcolato sulla base della nuova attestazione.

Quindi, in soldoni, chi ha un Isee più basso rispetto al 2022 beneficerà di un ulteriore aumento già nel mese di febbraio anziché attendere marzo, ma solo se ha già rinnovato l'Isee. La penalizzazione, invece, scatta per le famiglie con Isee 2023 più alto rispetto al 2022: per loro di fatto il ricalcolo - e quindi il taglio della cifra di assegno unico - è stato inaspettatamente anticipato di un mese.

Fonte: Today

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