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Domeniche e liberalizzazioni: i sindacati insorgono

Domenica 22 gennaio al Bren Center di Trento due esercizi commerciali di alimentari ed abbigliamento alzeranno le serrande dalle 10 del mattino e le abbasseranno alle 19 di sera: per Cgil, Cisl e Uil è inaccettabile

Nonostante la competenza concorrente della Provincia autonoma di Trento che nel luglio 2010 si è dotata di una specifica normativa in materia di orari ed aperture festive, "nulla sembra fermare alcune catene commerciali extra provinciali che intendono aprire i battenti anche nelle giornate festive non coperte dalle deroghe, applicando la liberalizzazione introdotta dal governo Monti con il decreto “salva Italia”. Così domenica 22 gennaio al Bren Center di Trento due esercizi commerciali di alimentari ed abbigliamento alzeranno le serrande dalle 10 del mattino e le abbasseranno alle 19 di sera".

I sindacati scelgono la via del comunicato unitario per invocare un intervento della Provincia, che aveva disciplinato la materia del commercio con la legge Olivi del 2010. L'occasione è data, affermano Cgil, Cisl e Uil, dal fatto che questa domenica alcuni negozi del centro commerciale Bren Center, come il supermercato Pam, ad esempio, saranno aperti.
 
Di fronte a questa possibilità i sindacati confederali del Trentino insorgono: "Siamo fortemente contrari – scrivono in una nota i tre segretari generali Paolo Burli, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari – perché riteniamo che deroghe senza limiti ai normali regimi orari siano una scelta sbagliata sia per i lavoratori, sia per i consumatori. In una fase di profonda crisi come quella che stiamo vivendo e in un contesto in cui il potere di acquisto dei cittadini si riduce, pensare di rilanciare il settore aprendo i negozi sette giorni su sette è davvero insensato. Semmai servono strategie di lungo periodo per aumentare la competitività e l'efficienza della rete distributiva e così abbassare i prezzi a tutto vantaggio dei consumatori e dell'occupazione delle aziende commerciali".
 
Ancora: "Quella imboccata da alcune aziende distributrici di fuori provincia – continuano i segretari di Cgil Cisl Uil – è una strada senza uscita e va nella direzione di una competizione a ribasso che si scarica tutta sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. Inoltre rischia di violare la legge: a nostro parere infatti, fino a quando non sarà sciolto il nodo della competenza sulla legislazione in materia di commercio tra Stato e Regioni, va rispettata la normativa provinciale. Per questo motivo chiediamo al Comune di Trento, che è l'ente titolato a fissare le possibilità di apertura festiva e a verificare il rispetto delle deliberazioni in materia, di far valere le proprie competenze sanzionando chi davvero avesse intenzione di aprire il proprio negozio la domenica senza una deroga concessa a livello municipale".
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