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Truffa all'Azienda Sanitaria, l'Apss chiede 181 mila euro di risarcimento

Caso Cappelletti: l'Azienda Sanitaria ha inviato ad una quarantina di famiglie di disabili la richiesta di resitutizone di 181 mila euro di spese non dovute. In consiglio provinciale le opposizioni hanno presentato un'interrogazione per capire se i beneficiari fossero consapevoli

Una lunga serie di rimborsi irregolari erogati a molti pazienti disabili a cui l’azienda sanitaria ora presenta il conto. La vicenda è quella della truffa all'Apss per la quale nel 2011 fu condannata Maria Angelica Cappelletti.

L'ex dirigente fu arrestata per aver sottratto all’azienda sanitaria trentina 5 milioni di euro con pratiche fittizie di rimborsi di spese sanitarie, soldi che venivano poi depositati sul suo conto corrente e su quello dei suoi parenti.

Nell'ambito di questa vicenda l’azienda sanitaria ha inviato ad una quarantina di famiglie la richiesta di resitutizone di 181 mila euro di spese non dovute.

In consiglio provinciale le opposizioni hanno presentato un'interrogazione per capire se i beneficiari fossero consapevoli.

In una nota l'Apss precisa che “si tratta dell’avvio di un procedimento amministrativo volto a verificare le giustificazioni di spesa in relazione a quanto erogato da una ex dipendente coinvolta in un’inchiesta giudiziaria, un atto dovuto dal momento che l'azienda sanitaria amministra risorse pubbliche con l’obbligo di rendicontazione puntuale.

Nei giorni scorsi sono state inviate le lettere con le quali Apss ha chiesto ai cittadini la documentazione amministrativa e la motivazione delle spese rimborsate. Nello stesso tempo nei confronti della persona che ha erroneamente e in maniera arbitraria erogato quanto non dovuto verranno altresì intraprese azioni legali anche per danno d’immagine”

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