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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Centro storico / Piazza Dante

Stava: il giorno del ricordo

Giornata di ricordo, ma anche di riflessione sul futuro, sul rapporto che lega uomo e natura, troppo spesso sbilanciato verso lo sfruttamento delle risorse con conseguenze che possono essere drammatiche. Trent'anni fa la colata di fango scesa dai bacini artificiali della miniera tolse la vita a 268 persone

"Dalla memoria di una tragedia quale fu quella di Stava deve nascere un atteggiamento piu' attento verso il Creato e verso tutte le persone. Quella catastrofe fu segno di morte ed e' doveroso non soltanto commemorare, ma portare nel cuore tante sofferenze, cioe' ri-cordare". Con queste parole l'arcivescovo di Trento monsignor Luigi Bressan ha ricordato questa mattina, nell'omelia, le 268 vittime della tragedia di Stava, a trent'anni dal disastro. Bressan ha ricordato anche la commozione di Papa Giovanni Paolo II nella sua visita sul luogo della tragedia, nel 1998, e l'enciclica di Papa Francesco, recentemente data alle stampe, dedicata al rapporto tra uomo e natura, un rapporto troppo spesso sbilanciato verso lo sfruttamento e la cieca speculazione. 

Erano le 12.22’55” del 19 luglio 1985 quando una colata di fango, generata dal crollo della discarica di miniera costituita da due bacini sovrapposti dell’impianto di Prestavèl, distrusse l’abitato di Stava e parte dell’abitato di Tesero.  La massa fangosa composta da sabbia, limi e acqua scese a valle alla velocità di quasi 90 chilometri orari e spazzò via persone, alberi, abitazioni e tutto quanto incontrò fino a raggiungere la confluenza con il torrente Avisio che solca la valle di Fiemme. Lungo il suo percorso, la colata di fango provocò la morte di 268 uomini, donne e bambini, il ferimento di altre 20 persone, la distruzione completa di 3 alberghi, di 53 case d’abitazione e di 6 capannoni; 8 ponti furono demoliti e 9 edifici gravemente danneggiati. Al termine uno strato di fango tra 20 e 40 centimetri ricopriva un’area di 435 mila metri quadri circa per una lunghezza di 4,2 chilometri.

Questa mattina, dopo la messa di suffragio per le vittime, celebrata dall'arcivescovo e partecipata dalle autorità provinciali e regionali si è tenuta una processione fino al cimitero delle vittime adiacente alla chiesa di San Leonardo, con una preghiera collettiva di tutti i presenti. Nel pomeriggio sono previste molte attività per ricordare ed approfondire le dinamiche che portarono al disastro, escursioni guidate, presentazioni di libri ed anche un concerto sui prati di Pozzole, nell'area dove sorgevano i bacini di decantazione crollati il 19 luglio di trent'anni fa. 

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