Monte Zaccon, Provincia diffidata: "Bonifica entro 30 giorni o c'è l'esposto"

"Ultimatum" del difensore di parte civile: la discarica va bonificata, lo prevede una sentenza del Tribunale di Trento del 2011, ma da allora nulla è stato fatto. La Provincia potrebbe essere accusata di omissione di atti d'ufficio e favoreggiamento personale

E' un ultimatum quello lanciato dall'avvocato Mario Giuliano, difensore dei cittadini che si sono costituiti parte civile all'interno del processo per la discarica abusiva di Monte Zaccon in Valsugana. La condanna con la quale il Tribunale di Trento obbligava Simone Gosetti, titolare della ditta che si occupava dello smaltimento di rifiuti pericolosi, tra le altre cose, a bonificare il sito risale al 2011.

Niente da allora è stato fatto: con un atto formale di diffida l'avvocato chiede che entro 30 giorni si proceda ai lavori di bonifica. L'atto di diffida è rivolto all'amministrazione provinciale e comunale, all'Appa ed ai vari dirigenti. Trenta giorni di tempo, altrimenti si procederà con un esposto per rifiuto di atti d'ufficio, favoreggiamento e mancata esecusione dolosa. "Diversamente non si può qualificare il fatto di sanare ex post l'operato di un condannato e gratificarlo di un mero intervento di mera messa in sicurezza, in luogo di una vera e propria bonifica, dei cui costi il condannato dovrà poi rispondere nei confronti dell'ente pubblico, in tal modo gravemente offendendo i diritti dei residenti nella zona limitrofa alla discarica abusiva, per ragioni che risulta difficile comprendere" si legge nel testo della diffida.

La sentenza, ricorda Giuliano, accertò che solamente il 6,6% delle 419.074  tonnellate di rifiuti conferiti era di fatto ammissibile in un sito come quello di Monte Zaccon, una ex cava, e che, di queste, ben 55.057 tonnellate erano da classificarsi come rifiuti pericolosi. 

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