Parkinson: al S. Chiara impiantato in un paziente uno stimolatore del cervello "profondo"

La tecnologia si chiama Deep Brain Stimulation: la paziente è tornata alla sua vita normale in pochi giorni, l'impianto sarà in grado di monitorare l'attività neuronale

Intervento delicatissimo ed all'avanguardia per la cura del Parkinson all'ospedale S. Chiara d Trento. L’Unità operativa di neurochirurgia ha eseguito nei giorni scorsi l'impianto di uno stimolatore, grazie ad una tecnologia nota come Deep Brain Stimulation, in grado di registrare l'attività di un gruppo di neuroni profondi, i nuclei della base, coinvolti nella malattia.

L'intervento è andato a buon fine: è stato molto ben tollerato dalla paziente che è tornata alla sua vita normale dopo pochi giorni e potrà beneficiare dei risultati della registrazione dell’attività dei nuclei profondi del cervello nell’ottimizzazione del suo percorso terapeutico. La Deep Brain Stimulation è un trattamento chirurgico consolidato, e non sperimentale, che consiste nell’erogazione di uno stimolo elettrico in determinate regioni profonde del cervello dei pazienti affetti da malattia di Parkinson, o da altri disordini del movimento, allo scopo di controllare i sintomi della malattia.

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"La novità tecnologica dell’ultimo impianto - spiega una nota dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari - è rappresentata dalla possibilità, unica al momento, non solo di erogare stimoli elettrici ma anche di acquisire segnali cerebrali (Local Field Potential, in gergo tecnico) e di correlarli allo stato clinico del paziente per migliorare l’appropriatezza e la scelta degli aggiustamenti terapeutici. Questa tecnica in futuro permetterà, inoltre, di modulare la stimolazione in base all'attività elettrica individuale dei pazienti nei diversi momenti della giornata e nelle diverse fasi della malattia".

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