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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

I falò in campagna non sono più smaltimento rifiuti: nuove norme dalla Giunta

Nuove norme con la delibera approvata oggi dalla Giunta provinciale: bruciare sterpaglie e potature sul proprio fondo non sarà più oggetto delle norme sullo smaltimento di rifiuti bensì normale attività agricole. Sarà permesso anche negli orti privati, ecco le nuove regole

Bruciare ramaglie e scarti della lavorazione agricola, sul proprio campo, non sarà più considerato smaltimento di rifiuti. Lo prevede una delibera approvata oggi dalla Giunta provinciale che introduce di conseguenza nuove norme per l'"abbruciamento", questo il termine tecnico, di paglia, sfalci, potature ed altro materiale vegetale considerato non pericoloso.

Tutto il materiale deve essere bruciato dall'agricoltore sul proprio podere, in cumuli ed in quantità di materiale combustibile non superiore a tre metri steri (unità di misura che si usa per le biomasse, significa un accumulo di legno o altro di tre metri per lato) per ettaro, ed assicurando la presenza di una persona per tutto il tempo di durata del fuoco.

L'abbruciamento è consentito anche negli orti, mentre è vietato a meno di cento metri dai boschi, nelle situazioni e zone di eccezionale pericolo individuate dal Presidente della Provincia, nelle aree che rientrano all'interno del protocollo "Natura 2000" (aree protette). Sulla normativa l'ultima parola la ha però il Comune, che potrebbe vietare comunque i falò con norme in materia di qualità dell'aria. Non possono inoltre essere oggetto di abbruciamento i rifiuti urbani vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali.

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