Papa Francesco incontra la Fondazione trentina per l'autismo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

PAPA FRANCESCO INCONTRA FONDAZIONE TRENTINA PER L’AUTISMO
articolo di Elena Gabardi

L’annuale Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari si è svolta a Città del Vaticano a Roma dal 20 al 22 novembre sul tema "La persona con disturbi dello spettro autistico: animare la speranza".
Spiega Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: «La nostra Conferenza internazionale è stata organizzata per poter sempre meglio affrontare le sfide poste dall'autismo alla Pastorale della Salute così come alla scienza, alla medicina, alle famiglie, alle strutture educative ed assistenziali e, più in generale, alla società ed ai governi. Promuovendo questa iniziativa il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari intende così manifestare la sollecitudine della Chiesa sia alla comunità scientifica, internazionale e nazionale, sia alle famiglie, al mondo della scuola ed alle Associazioni che si prendono cura delle persone affette dalla diffusa sindrome dello spettro autistico».
Numerosi esperti, scienziati, ricercatori e specialisti da tutto il mondo hanno partecipato al confronto interdisciplinare su un disturbo complesso, che il mondo scientifico non ha ancora pienamente inquadrato e che, purtroppo, registra una notevole crescita nell’incidenza. 
La Conferenza si è aperta con una preghiera scritta da un ragazzo autistico: «Ti ringraziamo Signore perché ci hai creato - si legge nella lettera - e quali tuoi figli prediletti, ci hai preservato dall'inganno e dalla menzogna del mondo e ci hai lasciato nella mente la semplicità dei bimbi».
La tematica della sindrome dello spettro autistico è stata affrontata dal punto di vista 
medico, psicologico, familiare, sociale, pastorale e religioso, sottolineando quanto ampia sia la ricaduta delle problematiche ad esse connessa. Focalizzando la sua attenzione sull’autismo la Chiesa cattolica riconosce che questo disagio ha una sua specificità, che richiede approfondimenti e risposte non generaliste. Cruciale, secondo gli esperti convenuti, la diagnosi precoce nei primi mesi di vita per migliorare la qualità di vita di quanti sono affetti da questa malattia e delle loro famiglie. 
I lavori si sono chiusi con l’udienza nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre ha ricevuto studiosi, famiglie, associazioni e quanti si occupano delle persone affette dalla sindrome dello spettro autistico. Uno “spettro” che colpisce non solo chi ne è affetto, ma anche centinaia di migliaia di genitori troppo spesso lasciati soli a combatterlo nell’accudire i propri figli, uno spettro che Papa Francesco ha definito “una croce”. 
«È necessario l’impegno di tutti per promuovere l’accoglienza, l’incontro, la solidarietà, in una concreta opera di sostegno e di rinnovata promozione della speranza, contribuendo in tale modo a rompere l’isolamento e, in molti casi, anche lo stigma che gravano sulle persone affette da disturbi dello spettro autistico, come spesso anche sulle loro famiglie» afferma il Santo Padre. Il Papa riflette sul tema “complesso” legato alla patologia: «Tali disturbi costituiscono una delle fragilità che coinvolgono numerosi bambini e, di conseguenza, le loro famiglie. Essi rappresentano uno di quei campi che interpellano direttamente le responsabilità dei governi e delle istituzioni, senza certamente dimenticare quelle delle comunità cristiane. Nell’assistenza alle persone affette dai disturbi dello spettro autistico è auspicabile quindi creare, sul territorio, una rete di sostegno e di servizi, completa ed accessibile». E incoraggia il lavoro degli studiosi e dei ricercatori «affinché si scoprano al più presto terapie e strumenti di sostegno e di aiuto per curare e, soprattutto, per prevenire l’insorgere di questi disturbi».
Presente per la Fondazione Trentina per l’Autismo il presidente cav. Giovanni Coletti, che ha apprezzato la nuova visione sulla patologia emersa dal convegno: una visione multidisciplinare e integrata nella quale grande rilievo viene riservato alla necessità di percorsi riabilitativi e di integrazione sociale soprattutto alla fine del ciclo scolastico ed al raggiungimento della maggiore età, che rappresenta una criticità nell’attuale risposta dei servizi socio-sanitari. Ne consegue una discontinuità tra età evolutiva ed età adulta nella presa in carico della persona con autismo e della sua famiglia, che si ritrova senza un punto di riferimento istituzionale. 
La Fondazione Trentina per l’Autismo ha da poco inaugurato, il 25 ottobre, i lavori di costruzione di Casa “Sebastiano” che sorgerà a Coredo, nell’area “ex-colonia vacanze monopolio”: una struttura destinata alla residenzialità di persone autistiche in gravi difficoltà familiari, a progetti di semiresidenzialità che permetteranno ai ragazzi autistici di stare periodicamente fuori casa, alla riabilitazione ed al trattamento sociale e sanitario, alla formazione di operatori specializzati. Il complesso, che si pregia del sostegno della Provincia di Trento, sarà un centro aperto, che darà risposta anche ad altre esigenze territoriali: gli strumenti riabilitativi saranno, infatti, messi a disposizione anche per la cura di altre disabilità e problematiche di varia natura, per la riabilitazione motoria, per attività psicoeducative, psicomotorie, ecc.


Nella foto il presidente della Fondazione Trentina per l’Autismo cav. Giovanni Coletti insieme alla moglie e a monsignor Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari 

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