Cronaca Centro storico / Piazza Dante

Niente Commissione d'indagine sui dati covid: bocciata la richiesta delle minoranze

Bocciata in Consiglio provinciale la mozione presentata da tutti i partiti di minoranza per una maggiore trasparenza sui dati comunicati a Roma durante tutta l'emergenza coronavirus

Non ci sarà una commissione d'inchiesta sul covid 19 in Trentino: lo ha deciso il Consiglio provinciale nella seduta di giovedì 4 febbraio dopo due ore di discussione terminate con la bocciatura della proposta avanzata da sei esponenti della minoranza. A chiedere l'istituzione di una commissione ad hoc erano stati i consiglieri Ferrari, Zanella, Coppola, Degasperi, Marini e Rossi, rappresentanti di tutti i partiti di opposizione, rispettivamente Pd, Futura, Onda Civica, M5S e Patt.

"L’emergenza Covid - ha detto Sara Ferrari, firmataria della mozione - è stata ed è un inedito ma, nella seconda ondata, il Trentino si è trovato con numeri pesanti nei ricoveri e purtroppo decessi sui quali siano risultati secondi solo alla Lombardia. Eppure, nonostante i dati, il Trentino è stato considerato a basso rischio. I dati reali sui contagi, seppur non richiesti dal ministero, si conoscevano e le minoranze, segnalando le incongruenze, hanno chiesto a Fugatti di intervenire con restrizioni in base ai numeri reali".

Com'è noto non è andata così: le restrizioni non sono mai state più strette rispetto a quelle nazionali, la Giunta provinciale si è sempre difesa dicendo di aver fatto tutto secondo le disposizioni di Roma, e sempre dal governo centrale è arrivata di volta in volta la conferma del Trentino come zona gialla, unico territorio insieme al Molise a non essere mai entrato in altre fasce di rischio durante la seconda ondata. "La nostra terra ha avuto l’orgoglio di essere sempre stato zona gialla che ha permesso alle attività economiche di sopravvivere. La battaglia politica, non può arrivare a danneggiare il Trentino. Si sono fatte comparazioni con l’Alto Adige, ad esempio sui tamponi di massa, che però hanno messo in evidenza che la strada scelta dalla Giunta è stata giusta", ha ribattuto il soncigliere leghista Roberto Paccher.

Il presidente della Giunta Maurizio Fugatti ha motivato il no alla mozione delle minoranze citando un passaggio dell’intervento di Sara Ferrari, nel quale la prima firmataria del documento aveva dichiarato che il dubbio sull’operato della Giunta era “senz’altro infondato”. Il governatore ha ribadito che i dati forniti dalla Provincia hanno sempre rispettato le indicazioni e le richieste delle autorità nazionali da cui erano richiesti e che non hanno mai eccepito nulla al riguardo. Sulla gestione dei dati relativi ai test antigenici, Fugatti ha detto che fa testo la tabella emanata ogni giorno dal ministero della salute a partire da dicembre 2020, giorno a partire dal quale Roma ha chiesto il numero di questi tamponi. "Non c’è bisogno di una commissione d’indagine - ha concluso - se dal 3 dicembre scorso la Provincia fornisce questo dato che il ministero della salute non ha mai messo in discussione". 

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