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Morì sulle piste cadendo in un dirupo: mancava la rete, chiesti 1,2 milioni di euro

Rinviati a giudizio i cinque indagati per la morte di Bruno Paoli, a due anni dal tragico episodio

A due anni dalla tragica morte sulle piste da sci inizia il processo nei confronti dei gestori degli impianti. I fatti risalgono al 20 gennaio 2018 quando uno sciatore perse la vita sulla Panarotta in seguito ad un incidente sciistico. Bruno Paoli, 48 anni, poliziotto di Sant'Orsola, padre di tre figli.

Lo sciatore precipitò in un dirupo all'uscita di una pista considerata di normale percorribilità, con una pendenza minima. L'accusa rivolta alla società è quela di non aver predisposto le reti protettive per separare la pista dal bosco.

La famiglia di Bruno Paoli ha chiesto un risarcimento ingente: 1,2 milioni di euro. Ora tutti e cinque gli indagati, a due anni di distanza dal tragico episodio, sono stati rinviati a giudizio. Si tratta del presidente e due responsabili per la sicurezza della società Panarotta srl, e due dipendenti provinciali addetti al controllo degli impianti. L'accusa per tutti è di omicidio colposo.

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