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Polizia locale e volontari nelle vie dello shopping sabato 19 dicembre

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Bollettino coronavirus 3 decessi e 49 pazienti in terapia intensiva

I dati forniti dal Ministero e dalla Provincia autonoma di Trento. Tutte le notizie sull'evolversi della situazione e delle restrizioni

Tre i decessi registrati in Trentino nel report dell'Apss di domenica 20 dicembre. L'aggiornamento dei dati che interessano il contagio nell'intera Provincia è stato reso noto sul sito del Ministero della Salute e in diretta sulla pagina della Provincia. I nuovi casi positivi al tampone molecolare sono 108 (di questi 33 sono conferme) su 1831 tamponi analizzati. Inoltre, ci sono altri 192 casi positivi su 1104 test rapidi effettuati. Sul fronte ricoveri ci sono ancora 49 pazienti in terapia intensiva, 54 in alta intensità, 327 nel reparto di malattie infettive, 257 in rsa, 19 in struttura intermedia e 1686 a domicilio. I dimessi di domenica 20 dicembre sono 89. Nel report vengono segnalate anche 76 persone guarite. 

trentino 20 12 2020-2

L'ordinanza valida solo fino al 23

L’ordinanza provinciale firmata ieri resterà in vigore fino al giorno 23 dicembre; dal 24 si dovranno applicare le norme contenute nel decreto adottato ieri dal Governo. Lo ha spiegato lo stesso presidente Fugatti nel corso della conferenza stampa online convocata nel pomeriggio di oggi. “Ci rendiamo conto – ha detto il presidente della Provincia – di quanto possa essere difficile accettare le limitazioni in questa fase, ma è molto importante rispettare le regole soprattutto per tutelare la popolazione più anziana. Capiamo anche i giovani ma è il momento della pazienza e della responsabilità. Dopo questa fase di sacrificio, che servirà ad abbassare i contagi, ci avvineremo al momento in cui saranno fatte le vaccinazioni e quindi posso dire che cominciamo a vedere una luce in fondo al buio”.

"Dai nonni con cappotto e finestre aperte"

Il dottor Antonio Ferro, dirigente del Dipartimento Prevenzione dell’Apss, ha ribadito l’appello: molta attenzione ai rischi di contagio all’interno delle famiglie, perché, ha detto, continuano ad esserci molti anziani contagiati e se non si rispettano le regole si mette a rischio la loro salute. Le raccomandazioni: stare un quarto d'ora con gli anziani, non in contesti di cena o pranzo, non al tavolo, magari con la mascherina e, addirittura, con il cappotto e le finestre aperte. "Fatelo per i vostri cari, fatelo per il sistema sanitario, fatelo per tutti".

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