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Foto: ASP/Ivo Corrà

Foto: ASP/Ivo Corrà

Alto Adige: allo screening di massa il 63,9% della popolazione, ecco il risultato

Imponente operazione della sanità altoatesina, un dato che servirà a conoscere meglio il virus non solo a livello locale

Si è concluso lo screening di massa in Ato Adige. All'imponente operazione hanno preso parte 343.227 altoatesini, ovvero il 63,9% della popolazione. I test sono stati organizzati in ogni comune grazie allo sforzo di professionisti e volontari, medici e personale dell'Azienda sanitaria, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, che dal mattino di venerdì 20 alle 18 di domenica 22 novembre hanno effettuato, raccolto ed analizzato i tamponi effettuati ai residenti.

Il risultato costituisce un dato molto affidabile, utile non solo per conoscere la situazione locale ma anche come contributo allo studio della pandemia in Italia e nel mondo. Sul totale sono risultati positivi 3.185 tamponi. La percentuale di positività media tra la popolazione è dello 0,9%. Il dato suddiviso nei quattro comprensori sanitari è il seguente: Bolzano 155.362 tamponi (1.210 positivi - 0,8% sul totale dei testati), Bressanone 50.380 (498 positivi - 1%), Brunico: 52.883 (528 positivi - 1%), Merano: 84.602 (949 positivi - 1,1%).

E' stato calcolato che l'1% di positivi trovato dal test di massa, in base all'attuale indice Rt in Alto Adige (1,5) avrebbe potuto infettare 6.750 persone, che sarebbero potute diventare 95.000 in una sola settimana. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ringraziato tutti i cittadini e le cittadine che si sono sottoposti, si è detto soddisfatto per il risultato eccezionale raggiunto: "Una partecipazione che ha superato le attese più ottimistiche, tutti gli altoatesini e le altoatesine devono andare orgogliosi. L'Alto Adige ha dimostrato di essere una terra forte, con organizzazioni forti e e soprattutto con persone che sanno cosa significa fare squadra". 

Il dato generale di positività in rapporto alla popolazione è molto più basso del previsto, visti i numeri che hanno portato l'Alto Adige sostanzialmente in lockdown, già due settimane fa. Ma potrebbero essere proprio le misure restrittive prese in anticipo rispetto al resto d'Italia la ragione di un dato che testimonia, di fatto, un buon contenimento del contagio. Anche in Trentino c'è chi, come il presidente dell'Ordine dei Medici Marco Ioppi, chiede di mettere in campo un'operazione analoga. Il governatore Maurizio Fugatti ha detto di guardare con interesse al vicino Alto Adige. Nel frattempo è partita una sperimentazione di screening di massa nel comune di Cavalese, centro abitato di medie dimensioni in Val di Fiemme. 

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