Coronavirus, fase 3: cosa riapre da lunedì e quali obblighi non ci sono più in Trentino

Tornano in attività centri termali e centri benessere/wellnes degli alberghi. Stop ai guanti, sì a cene con familiari e amici

Qc Terme Dolomiti (foto dal sito)

Lunedì 15 giungo in Trentino come nel resto d'Italia si passa a una nuova fase del post emergenza e alcune attività possono finalmente riaprire. Verrà meno, come già disposto da altre regioni, l'obbligo della mascherina all'esterno: bisognerà continuare ad indossarla solo all'interno di supermercati, negozi, uffici pubblici ed altre strutture. Non solo, ci sono anche nuove aperture sul fronte della prevenzione e della sicurezza, che hanno conseguenze su bar, ristoranti, alberghi, piccoli negozi, rifugi e ostelli. 

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Cosa riapre e quali cambiamenti ci sono da lunedì

La giunta provinciale ha approvato il protocollo che regola la riapertura dei centri termali e centri benessere/wellnes degli alberghi. L'accesso sarà contingentato, solo su prenotazione e vincolato alle seguenti regole.

  1. potranno accedere in struttura solo i clienti/pazienti e gli accompagnatori di minori e persone fragili con disabilità fisica e/o psichica. L’accompagnatore è responsabile del corretto comportamento del minore o della persona fragile;
  2. chiunque acceda alla struttura indossa una propria mascherina chirurgica, con le eccezioni già disciplinate (ad esempio minori sotto i 6 anni);
  3. all’entrata in struttura l’operatore addetto controlla la prenotazione e le disposizioni previste, ovvero: mascherina correttamente indossata; igienizzazione delle mani con gel idroalcolico; rispetto dei percorsi; distanziamento sociale;
  4.  dovranno essere posizionati in diversi punti della struttura dispenser con soluzioni disinfettanti per l’igienizzazione delle mani (ad esempio ingressi, in prossimità dei servizi igienici e nei pressi delle postazioni di lavoro).

Via libera anche ai miniclub e ai buffet in modalità self-service, purché realizzati con prodotti confezionati in monodose o su piatti pronti adeguatamente protetti con pellicola. Strutture ricettive e rifugi potranno accogliere gli ospiti anche nelle camerate fino ad un uso massimo di 2/3 dei posti letto, e sempre garantendo la distanza di due metri tra le persone.

Nei negozi più piccoli, fino a 40 metri quadri, cade l'obbligo di accedere uno alla volta: si potranno accogliere fino a quattro persone (operatori inclusi) purché almeno 2 persone facciano parte dello stesso nucleo famigliare o siano conviventi.

“I dati riguardanti la progressiva riduzione della pandemia ci confortano – ha spiegato l’assessore al turismo Roberto Failoni – anche se non posiamo abbassare la guardia. Abbiamo ridisciplinato tutta una serie di situazioni che riguardano fra l’altro l’accesso al ristorante di familiari e amici che si frequentano regolarmente, l’ingresso ai piccoli negozi e così via. Nell’insieme, una serie di piccole e grandi misure che renderanno la vita più facile anche se non meno sicura, e consentiranno agli operatori economici di svolgere le loro attività in maniera più agevole e con restrizioni ragionevolmente ridotte”.

Regole meno rigide

Per quanto riguarda il distanziamento interpersonale, dal 15 giugno la misura non si applicherà ai membri dello stesso nucleo famigliare o di conviventi o ai gruppi di persone che si frequentano abitualmente fino ad un massimo di 10 persone. Questi requisiti dovranno essere dichiarati dai membri del gruppo, ad esempio quando si va al ristorante o al bar.

Viste le forti criticità riscontrate nell'utilizzo dei guanti, poi, l'obbligo di indossarli viene tolto. Le mani dovranno però sempre essere igienizzate con soluzioni idro-alcoliche. Gli addetti alla somministrazione di cibi e bevande, poi, potranno - solo all'aperto - utilizzare la visiera protettiva invece della mascherina.

  

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