Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Trento, in tantissimi in piazza per gli orsi: restituito alla Provincia un pezzo della recinzione del Casteller tagliata a ottobre

Sono stati due i presidi, uno nella centrale piazza Fiera da cui i manifestanti hanno poi sfilato con maschere d'orso fino a piazza Dante, sede dei palazzi del potere. «Problematica è l'arroganza della giunta leghista e, più in generale, l'idea diffusa che il mondo, l'ambiente e gli animali siano a totale disposizione dell'essere umano» dichiarano gli attivisti del Centro sociale Bruno e di Assemblea Antispecista

Sono arrivati da diverse parti dell'Italia gli attivisti che hanno manifestato per la liberazione degli orsi e contro le scelte della Provincia sabato 10 aprile a Trento hanno restituito alla Provincia un pezzo della recinzione del Centro Faunistico Casteller, tagliata durante la manifestazione del 18 ottobre. «Questa rete è più appropriata attorno alla Provincia perché ad essere problematici non sono gli orsi ma gli amministratori che li hanno rinchiusi» affermano gli attivisti. 

«La Provincia autonoma non può avere il potere di vita o di morte sugli animali oggi rinchiusi e su quelli liberi, che rischiano l'abbattimento. Saremo a fianco degli orsi finché la loro persecuzione non finirà» continuano. «Il video sulle condizioni in cui sono detenuti gli orsi ha fatto crescere l'indignazione e il desiderio della loro liberazione. Presto o tardi smonteremo quella gabbia»

Sono stati due i presidi, uno nella centrale piazza Fiera da cui i manifestanti hanno poi sfilato con maschere d'orso fino a piazza Dante, sede dei palazzi del potere. «Problematica è l'arroganza della giunta leghista e, più in generale, l'idea diffusa che il mondo, l'ambiente e gli animali siano a totale disposizione dell'essere umano» dichiarano gli attivisti del Centro sociale Bruno e di Assemblea Antispecista. «Questo si esprime in un modello di gestione del territorio che cementifica e inquina, in nome del turismo di massa e del profitto di pochi. Un modello totalmente anacronistico e sbagliato, la cui incompatibilità con questo nostro tempo dovrebbe risultare ormai evidente dopo il recente inverno trascorso senza turismo, che ha lasciato a casa tantissimi lavoratori e lavoratrici. Chi oggi è sceso in piazza lo ha fatto "al fianco degli orsi". La grande sete di libertà e autodeterminazione dimostrate dall'orso denominato M49, con le sue due rocambolesche fughe dal carcere del Casteller, resta, a distanza di mesi, forte. Vederlo rinchiuso in quelle condizioni ha fatto crescere l'indignazione e il desiderio della sua liberazione insieme agli altri orsi prigionieri».

Gli attivisti hanno anche lanciato un appello alla stampa affinché diventi parte attiva nella diffusione di buone pratiche, per una migliore convivenza con l'orso e con il lupo, «evitando articoli allarmanti nei quotidiani che mostrano alle persone un immaginario infondato, dove l'orso è dipinto come un pericolo per l'incolumità delle persone, minando un lavoro di condivisione e conoscenza che molti formatori e naturalisti trentini stanno provando a costruire, in ore di lavoro, anche nelle le scuole». A conclusione della giornata, gli attivisti hanno ribadito alla Provincia la promessa fatta lo scorso 18 ottobre, quando un corteo altrettanto determinato abbatté decine di metri della rete esterna della struttura del Casteller, oggi restituita agli amministratori: «presto o tardi smonteremo quella gabbia».

«Promettiamo che torneremo puntuali a far sentire la nostra rabbia ogni qualvolta ci sarà una nuova cattura» concludono, «quando una mamma orsa finirà nel mirino per aver difeso i suoi cuccioli, quando un giovane orso libero sarà braccato per aver rovistato in cassonetti non a norma e per questo sarà additato come "problematico". Finché la persecuzione degli orsi non finirà, ci troverete al nostro posto, al fianco degli orsi ribelli».

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