Martedì, 27 Luglio 2021
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Piena del Sarca: è stato l'evento più significativo dopo quello del settembre del 1999

Un sopralluogo per stimare i danni insieme ai tecnici della Provincia, al presidente Fugatti, all'assessore Zanotelli, al sindaco di Arco, al dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Raffaele, al dirigente del Servizio Bacini montani Roberto Coali, al comandante dei vigili del fuoco di Arco e all'ispettore distrettuale

Il maltempo del primo fine settimana di ottobre è stato considerato il secondo evento più significativo in base alle registrazioni dell'idrometro di Sarche dopo quello del settembre del 1999. La piena del fiume di sabato 3 ottobre ha provocato danni ad Arco, in particolare nella zona di Pratosaiano, a Caneve e nel Linfano. Lunedì 5 ottobre è stato organizzato un sopralluogo al quale hanno partecipato il presidente Maurizio Fugatti e l'assessore all’agricoltura e difesa del suolo Giulia Zanotelli insieme ai tecnici provinciali, il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Raffaele De Col e il dirigente del Servizio Bacini montani Roberto Coali. Con loro il sindaco Alessandro Betta, il comandante dei Vigili del Fuoco di Arco Stefano Bonamico e l'ispettore distrettuale Marco Menegatti.

Il presidente Fugatti, nel ringraziare i vigili del fuoco e più in generale tutti gli uomini della Protezione civile impegnati ad affrontare l'emergenza, ha espresso tutta la collaborazione dell'amministrazione provinciale e delle strutture tecniche per le verifiche e gli eventuali interventi da attuare. «Dopo la tempesta Vaia - ha affermato Fugatti - abbiamo dato un preciso mandato alle strutture a tutela dell'incolumità pubblica, che è quello di intervenire sulla pulizia dell'alveo dei fiumi e lungo le strade del Trentino dove vi siano situazioni di rischio con piante vicine alla sede stradale. Sul fiume Sarca è già in programma un intervento, in base al piano di tagli provinciale».

I danni causati dal maltempo riportati anche dal settore agricolo, come riportato dal sito della Provincia, sono in fase di verifica per valutare l'eventuale attivazione di possibili indennizzi a fronte delle perdite avute, al netto delle coperture assicurative presenti. Inoltre, lo stesso giorno, la delegazione provinciale ha visitato alcune situazioni: Pratosaiano, dove il fiume ha colpito alcune campagne della zona e un'azienda agricola; Caneve dove invece sono state danneggiate abitazioni private e dove i vigili del fuoco hanno dovuto rinforzare gli argini del fiume con tre file di sacchetti di sabbia; e la località Linfano, dove a rischio erano le attività produttive della zona. Qui per arginare l'avanzata dell'acqua il personale dei Bacini Montani ha alzato la pista ciclopedonale lungo l'argine con 80 camion di materiale.

I tecnici provinciali hanno affermato che quello di sabato è stato un evento eccezionale e in parte imprevisto, soprattutto a causa delle precipitazioni che si sono verificate nella parte alta del bacino del Sarca e che non si sono trasformate in neve neppure in quota. La pioggia misurata a Malga Bissina, prossima al bacino del Sarca, ha registrato 205,4 mm, mentre la quota neve è sempre stata molta alta, in media sopra i 2800 m, con complessivamente circa il 40% di precipitazioni in più di quelle attese.

L'idrometro di Ponte del Gobbo, che esiste dal 1994, ha rilevato un'altezza dell'acqua pari a 3,10 metri, equiparabili a una portata di circa 550 mc/s, quando nell'evento del 1999 l'altezza era stata di 3,5 metri per una portata di circa 650 mc/s. Inoltre, dall'ufficio stampa della Provincia hanno sottolineato che la vicinanza con un altro momento critico, quello del 29 e del 30 agosto, durante il quale il Sarca ha sfiorato gli argini, rende fondamentale approfondire la situazione del corpo idrico e valutare i possibili interventi, primo fra tutti quello della pulizia dell'alveo, già peraltro programmata in base al piano di tagli provinciale. 

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