Garante dei Minori contro la mascherina a scuola scrive a Conte, scoppia la polemica

Polemica attorno alla lettera scritta dal Garante dei Minori della Provincia di Trento a Conte ed Azzolina, e pubblicata integralmente sul sito del Consiglio provinciale

"La mascherina indossata dagli insegnanti è un elemento fortemente perturbante per gli alunni, farla indossare ai bambini è contrario alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo". A parlare non è il rappresentante di un comitato di genitori, un esperto o un comune cittadino che esprime liberamente la propria opinione su Facebook. Queste sono le parole estrapolate da una lettera che il Garante per i Minori della Provincia autonoma di Trento ha inviato al premier Conte ed alla ministra Azzolina.

Fabio Biasi, già magistrato alla Procura di Trento, è stato nominato dal Consiglio provinciale Garante per i Diritti dei Minori. La lettera, tra l'altro pubblicata integralmente sul sito del Consiglio provinciale, ha destato scalpore. A parlare, infatti, è un rappresentante delle istituzioni, il cui compito è garantire, sì, i diritti dei minori ma all'interno delle norme decise dalle istituzioni nazionali e locali. Norme come quella di indossare la mascherina a scuola dai 6 anni in su.

Il caso ha sollevato aspre polemiche sui social network grazie alla pagina Lista Cinica Trentina, anche perchè Biasi ha preso parte in veste istituzionale alla manifestazione dei genitori "Per una scuola reale", tenutasi in piazza Dante lo scorso finesettimana. A chiedere conto al Garante del suo comportamento, ora, è il consigliere Paolo Ghezzi che non nasconde di aver difeso la sua candidatura "contro le obiezioni di una destra pregiudizialmente contraria ad un ex magistrato".

Il consigliere chiede di spiegare in Consiglio provinciale "questa lettera, francamente poco garantista e soprattutto in sconcertante sintonia con i no mask". In tutti i passaggi della lettera, che potete trovare sul sito del Consiglio provinciale, viene sottolineato l'importante ruolo dell'espressività del volto umano nella comunicazione e nei rapporti sociali. Un concetto intuitivo, di facile comprensione. Altrettanto chiaro è che questo concetto è stato "sacrificato" per importanti ragioni di salute pubblica, un diritto che è di tutti gli uomini e di tutte le donne. Di qualsiasi età. 

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