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L'estate 2021 tra distanziamento e mascherine: come sarà

L'epidemia è in rallentamento ma non ancora sotto controllo. La vaccinazione è ancora lontana dall'immunità di gregge. E gli effetti delle riaperture si vedranno solo a metà maggio. Gli esperti: «Un nuovo aumento dei casi ci costringerebbe ad altre chiusure»

L'estate non è più tanto lontana e anche quest'anno sarà necessario rispettare alcune regole. Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, e Fabio Ciciliano del Comitato Tecnico Scientific indicano le regole che gli italiani dovranno seguire mentre il report #50 dell'Iss conferma la discesa dei nuovi casi di coronavirus e del numero di pazienti ricoverati, ma dice che il quadro complessivo resta ancora ad un livello impegnativo. 

Mascherine, distanze e igiene

Come riporta Today, nel monitoraggio che ha accompagnato l'ultima ordinanza del ministro della Salute l'Iss e il ministero osservano una diminuzione della incidenza settimanale (146 per 100.000 abitanti (19/04/2021-25/04/2021) vs 157 per 100.000 abitanti (12/04/2021-18/04/2021), dati flusso ISS). E spiegano che «sebbene la campagna vaccinale progredisca sempre più velocemente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi».

L'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85 (range 0,80– 0,91), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, ma sotto l’uno anche nel limite superiore. Eppure, nel report si certifica che nessuna Regione è a rischio alto. Undici Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato (di cui nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e dieci Regioni che hanno una classificazione di rischio basso (una ad alto rischio di progressione a rischio moderato).

Il report si conclude con la solita raccomandazione: "È fondamentale per la popolazione continuare a rispettare puntualmente tutte le misure raccomandate di protezione individuale e distanziamento in tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo per ridurre il rischio di contagio".

Eppure, spiega Brusaferro a La Stampa, anche se alcuni settori della maggioranza sono convinti del contrario i valori in base ai quali si può pensare di allentare nuovamente le misure, partendo dal coprifuoco, ci vorrebbe in teoria ancora tempo prima di muoversi: «Prima di tutto occorre mantenere l'Rt sotto la soglia di sicurezza di 1. Poi ridurre ancora la pressione sui servizi sanitari e avvicinarsi a quella soglia dei 50 casi settimanali ogni 100 mila abitanti che consente di riprendere un sistematico tracciamento dei casi. Fino a che non avremo gran parte della popolazione vaccinata servono prudenza e progressività». 

Come sarà l'estate 2021

Il raggiungimento di queste soglie però appare ancora lontano. Per questo, aggiunge Brusaferro, anche chi ha ricevuto la prima dose del vaccino deve «continuare ad essere prudente. Prima di tutto perché occorrono non meno di due-tre settimane prima che si formi una prima risposta immunitaria che si completa dopo la seconda dose. Mascherine e distanziamento serviranno ancora fino a che larga parte della popolazione non sarà vaccinata, perché anche chi è immunizzato non può escludere il rischio di contagiare chi non lo è».

Fabio Ciciliano, componente del Comitato tecnico scientifico sia con il governo Conte sia con il governo Draghi, dirigente medico della Polizia di Stato e rappresentante della Protezione Civile nel Cts, spiega al Messaggero quali saranno le regole dell'estate 2021: «Diciamolo chiaramente: saranno vacanze più tranquille, ma le precauzioni dovranno continuare. Parlo di mascherine, distanze e igiene. L’esempio di Israele, dove all’aperto stanno rinunciando alle mascherine, non possiamo ancora seguirlo perché noi raggiungeremo l’immunità di gregge solo in autunno. E comunque è probabile, per prudenza, che le mascherine possano essere necessarie per tutto il 2021». 

Anche perché, come avverte ancora il report dell'Iss, «l'ormai prevalente circolazione in Italia della variante b.1.1.7 (nota come variante inglese) e la presenza di altre varianti che possono eludere parzialmente la risposta immunitaria, richiede di continuare a mantenere particolare cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia». Ciciliano inoltre aggiunge che gli effetti delle riaperture dal 26 aprile si vedranno solo a metà maggio ma il rischio di dover tornare a un lockdown ci sarebbe: «Oggi, semmai, possiamo vedere solo l’effetto del rientro a scuola in presenza. Voglio essere molto chiaro: se i comportamenti non saranno rigorosi, un nuovo aumento dei casi che costringerà a conseguenti chiusure sarà inevitabile. E non si può neppure pensare che tutto debba dipendere dai controlli del Ministero dell’Interno, delle forze dell’ordine. Puoi vigilare sulle strade e sulle piazze, ma più di tanto non potrai mai fare. Il problema è rappresentato dalla scarsa attenzione nei comportamenti personali, molto passa dal senso di responsabilità di ogni cittadino».

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