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Martedì, 28 Giugno 2022
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A concerto finito sono tutti d'accordo: "Evento al limite"

Ma l'unico dirigente che prima del grande evento aveva chiesto di ridurre la capienza è stato fatto fuori

Alla fine al concerto di Vasco Rossi a Trento è andato tutto bene. Un dispiegamento di forze senza precedenti (2.854 ore in servizio ordinario e 495 ore in servizio straordinario solo per parlare della polizia di Trento) ha permesso al presidente della Provincia Maurizio Fugatti di esclamare: “Oggi Trento è entrata nella storia della musica”.

Stando alle parole di Fugatti, Vasco “è stato felice dell’ottima organizzazione” e “ha detto che tornerà…”. Come, però, è tutto da vedere. La certezza è che un concerto da 120mila spettatori o poco meno (i numeri ufficiali ancora non ci sono) in Trentino non si ripeterà. A dirlo era stato lo stesso Fugatti, ben prima del concerto. In aula lo scorso 9 febbraio, in risposta alle critiche mosse dai consiglieri di minoranza, aveva affermato: “La Trentino music arena porterà il Trentino dentro il circuito degli eventi musicali da 20-30mila persone”.

Alla fine al concerto di Vasco Rossi a Trento è andato tutto bene, ma l’evento ha insegnato che “ci sono dei limiti di conformazione della nostra città insuperabili”. A dirlo è il sindaco di Trento Franco Ianeselli intervistato da l’Adige. C’è la strettoia all’uscita che ha di fatto creato un collo di bottiglia, la tangenziale che va chiusa, i parcheggi lontani. Ci sono stati gli spettatori che hanno attraversato i binari della ferrovia. Insomma: “Non possiamo pensare di organizzare eventi classificati come calamità naturale ogni due per tre”, afferma il primo cittadino. Che stima una capienza per i prossimi eventi di circa 40-50mila spettatori.

Lo stesso questore di Trento Alberto Francini, intervistato da l’Adige, ha parlato di “un evento al limite”. “Personalmente - ha detto Francini - credo che la soglia delle 100mila persone non possa essere superata e per gestire tutto al meglio vada ulteriormente ridotta”. Non a caso proprio la questura nei mesi scorsi aveva parlato di ridurre la capienza del 10 per cento. Eppure, interpellato da TrentoToday, Francini aveva affermato che “si trattava solo di una proposta, che poi non è stata attuata perché lo studio di fattibilità (commissionato dalla Giunta a una società esterna pagata 25mila euro, ndr) ha dimostrato che anche con 120mila spettatori c’erano tutte le vie di fuga necessarie”.

Quello che tutti affermano oggi è di fatto ciò che Marzio Maccani, il dirigente del servizio di polizia amministrativa della Pat (che doveva esprimersi sulla sicurezza dell’area ma che Fugatti ha rimosso dal suo ruolo), afferma almeno dal 27 ottobre. Maccani non ha mai chiesto di annullare il concerto, ma di ridurre la capienza a 75mila persone: ben al di sotto di quello che è poi stato, ma ben al di sopra di quello che ora tutti ipotizzano per il futuro.

Se sorprende che lo si ammetta solo ora, a concerto fatto, basterà ricordare le parole dell’assessore provinciale all’Artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni. Failoni è l’assessore a cui fa capo Sergio Bettotti, il dirigente a cui è stata assegnata all’ultimo la competenza sulla sicurezza del concerto (sottratta a Maccani). Ed è anche tra coloro che la sera del 27 ottobre, dopo che la commissione vigilanza si era pronunciata negativamente sull’area San Vincenzo di Mattarello, hanno fatto pressioni su Maccani affinché annullasse quel verbale. Interpellato da TrentoToday prima del concerto ci aveva risposto: “Sono passati tanti mesi, uno si può anche dimenticare alcuni aspetti. Se qualcosa in questi mesi non ha funzionato, ne parleremo dopo il 20 maggio”. 

Alla fine al concerto di Vasco Rossi a Trento è andato tutto bene. Ma senza quel dispiegamento di forze (qui abbiamo citato solo la polizia), in condizioni meteo differenti, o se gli spettatori invece che rispettare le indicazioni si fossero comportanti come il giorno del sound check, giovedì 19, le cose sarebbero andate diversamente. Nel frattempo, a pagarne le spese, è stato solo Maccani.

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