Auto ecologiche, ancora troppo poche

Secondo un'analisi dell'Osservatorio sulla mobilità sostenibile di Airp, in Regione le auto ecologiche sono solo il 3,73% del parco circolante. Ma Trento è la più virtuosa

Nel nostro Stivale, su100 abitanti le vetture sono 64 e non c’è crisi che tenga, il livello medio di motorizzazione privata nei capoluoghi continua ad aumentare, senza un sufficiente contraltare di mezzi pubblici. Né la percentuale delle cosiddette auto ecologiche può far tirare un sospiro di sollievo. L’ultima analisi dall’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) fotografa il Bel Paese ancora molto indietro al proposito: solo il 7,10% delle macchine sono “green”(erano 4,57% nel 2009), solo 2.630.129 sulle 37.058.701 totali sono a metano, Gpl, ibride o elettriche, ovvero ecofriendly (dati Automobile Club Italiano).

In Trentino Alto Adige, delle 696.779 autovetture che circolano attualmente, solo 25.958 (3,73%) sono ecologiche cioè a metano, Gpl o elettriche. Questi i dati che emergono dall’analisi di Airp  su dati Aci.

Lo studio contiene anche la graduatoria per densità di auto ecologiche delle singole province del Trentino Alto Adige. In testa alla classifica Trento (4,57%), a seguire Bolzano (2,73%) che chiude la graduatoria. La presenza ancora limitata di auto ecologiche nel parco circolante della Regione, ovviamente, ha un impatto negativo soprattutto sui livelli di inquinamento. Anche se la percentuale di vetture green è aumentata nel corso degli ultimi anni (nel 2009 infatti era pari al 2,99%), il loro numero rimane comunque ancora troppo contenuto.

Un primato europeo che l’Italia si porta dietro da tempo, quello dell’auto pro-capite, del quale risentiamo in fatto di inquinamento e scarsa qualità della vita. E nonostante la percentuale di auto ecologiche sia aumentata nel corso degli ultimi anni ( nel 2009 era pari al 4,57%, fonte : Airp) i numeri sono ancora bassi. Eppure se si sbircia – sottolinea l’Airp - a quel che il recente, nonché più importante vetrina europea dell’automobile, Salone di Francoforte ha dimostrato, è abbastanza evidente come le case automobilistiche stiano accendendo i riflettori in maniera crescente e con grandi investimenti proprio sulle alimentazioni alternative.

La scelta di un’automobile meno inquinante è solo un pezzo di quell’enorme puzzle chiamato mobilità sostenibile. L’ultimo rapporto di Legambiente, Ecosistema Urbano 2012, fotografa un’Italia dove ogni giorno 14 milioni di cittadini si muovono dai territori periurbani e vanno a lavorare in città; questi spostamenti non sono mai senza problemi: dai quotidiani ritardi alle condizioni di viaggio, l’unica cosa certa è il disagio profondo della maggior parte dei pendolari.

Una volta giunti a destinazione la situazione non diventa più semplice, anzi. A dimostrarlo dati Istat, secondo cui la domanda di trasporto pubblico urbano nel 2010 è aumentata dello 0,6% rispetto al 2009, mentre è  diminuita dello 0,2% l’offerta. Una proporzione decisamente non adeguata. 

Il miglioramento della mobilità urbana è certamente un’impresa difficile, ma non impossibile, anche se il punto di partenza non è dei migliori, con il 70% della popolazione che utilizza auto e moto, e solo il restante 30% che si muove con mezzi pubblici o bicicletta o veicoli non inquinanti. E allora, se proprio bisogna muoversi in macchina, che sia green!

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