Rio Resenzuola: manca acqua tra sorgente e foce, l'Osservatorio chiede il deflusso minimo vitale

Si parla di un ampliamento del biotopo, ma una derivazione idrica per l'allevamento ittico mette in pericolo l'equilibrio del rio

Il corso del rio Resenzuola a Grigno è una vera e propria gemma nascosta del territorio della Valsugana. Un'area umida con una biodiversità tanto importante, quanto fragile. Non è, naturalmente, solo un'impressione: la sorgente del Resenzuola è stata classificata come ZSC, zona di conservazione speciale, mentre la foce è stata inserita in un progetto di ampliamento del biotopo. Il problema è che tra sorgente e foce non sempre è presente una "continuità fluviale", ovvero una certa quantità di acqua grantita dal DMV, deflusso minimo vitale.

Sulla questione è particolarmente vigile l'Osservatorio Spontaneo sul rispetto dell'ambiente trentino, che nei giorni scorsi si è rivolto all'assessore provinciale Mauro Gilmozzi per chiedere un intervento urgente sulla foce del rio nel Brenta. Tra la sorgente e la foce è infatti presente una derivazione idrica che serve a garantire la quantità  di acqua necessaria all'allevamento delle trote nell'Azienda Ittica Resenzuola. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"L’ Osservatorio Spontaneo sul rispetto per l'ambiente - si legge in una nota - chiede se si possa rimodulare la soglia alla foce e creare una scala di rimonta sull’opera di derivazione idrica che permetta anche il costante rilascio del Minimo deflusso vitale (DMV), come richiesto dal Piano di Gestione del rio Resenzuola e dal rilievo sulla fauna ittica del Resenzuola del 2008. Tali interventi restituirebbero alla ZSC Sorgente Resenzuola e al rio stesso la funzione di area di riproduzione per l’ittiofauna autoctona, grazie alla risalita di specie di pregio  come la trota marmorata, lo scazzone e la lampreda padana, tenuto conto che il rio Resenzuola, che rappresenta una tipologia fluviale assai rara in Trentino sia per il flusso idrico sia per le elevate condizioni di naturalità".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, rientra in Italia senza fare quarantena e dà una festa: focolaio in Trentino

  • Schianto in moto: muore 46enne, gravissima l'amica

  • Viveva in Trentino e aveva circa 20 anni il ragazzo trovato morto su un treno

  • Allerta meteo in Trentino: in arrivo nubifragi e grandine

  • Trovato il corpo senza vita di un giovane sopra al treno proviente da Trento

  • Trentino, visite specialistiche gratuite per le donne: come effettuarle

Torna su
TrentoToday è in caricamento