Dolomiti, torna la battaglia al traffico: "Sui passi il pedaggio non serve, siano chiusi"

La sperimentazione sul Sella non serve, e nemmeno i pedaggi: la Fondazione Dolomiti non può restare a guardare. Così le associazioni, tra cui la Sat, riaprono il dibattito

foto: commons.wikimedia.org

Le associazioni ambientaliste tornano in prima linea in una battaglia che ogni estate si fa sempre più rovente: quella per la chiusura al traffico dei passi dolomitici. La situazione alle Tre Cime di Lavaredo è ormai insostenibile, l'introduzione di un pedaggio è inutile, così come lo è la chiusura del solo passo Sella; la sperimentazione deve essere estesa anche a Pordoi, Gardena e Campolongo.

Lo chiedono a gran voce i rappresentanti di Dachverband, Alpenverein, Cai, Sat, Mountain Wilderness, Cipra e Lia da Mont, riunite in conferenza stampa lo scorso 12 agosto proprio a passo Sella. Tra le soluzioni proposte c'è,  in alternativa all'auto, quella  di utilizzare maggiormente gli impiannti esistenti, ma anche il potenziamento di ferrovia e ciclabili. Sono chiamati in causa i Comunni e la Fondazione Dolomiti Unesco che "non può rimanere solamente un marchio turistico".

"E' doveroso - si legge nella nota pubblicata sul sito Mountcity.it - che gli enti pubblici offrano servizi alternativi: parcheggi a fondovalle, trasporto con navette pubbliche e private in quotaa, accordi con gli impiantisti interessati ed altro ancora. La chiusura al traffico privato va attuata con dei passaggi sperimentali partendo da una fascia oraria minimale che si situa fra le ore 11.00 e le ore 16.00. Questo per garantire agli ospiti di poter vivere le emozioni proprie che l’ambiente dolomitico riesce ad offrire: paesaggio, silenzio, armonia, contemplazione". 

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