Minacce e botte, anche quando era incinta: dopo anni trova il coraggio di denunciare

All'indomani della Giornata contro la violenza sulle donne una trentenne della Val di Fassa si è recata in caserma per denunciare: arrestato il compagno

Minacce, violenze verbali e fisiche. Una storia lunga due anni, finita con una denuncia. Ha trovato il coraggio di andare alla caserma locale dei carabinieri la trentenne della Val di Fassa che, all'indomani della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, ha messo fine al una situazione di soprusi e maltrattamenti inflitti dal compagno. Forse a muoverla è stata proprio l'attenzione mediatica sul tema, nella giornata del 25 novembre, ricorrenza alla quale anche l'Arma die Carabinieri ha dato ampio spazio con iniziative ad hoc sui canali social. Chissà.

Quel che è sicuro è che il "codice rosso" è scattato subito dopo la testimonianza della donna, ed ha portato all'arresto del compagno. Le indagini, avviate con la procedura permessa dalla legge conosciuta con il nome di "codice rosso" ha permesso di documentare diversi casi di minacce e violenze, alcuni avvenuti anche nei periodi di gravidanza della donna. La "scusa" per tutto era, scrivono i militari di Canazei, la gelosia.

Il Gip ha confermato l'ordinanza di cattura chiesta dalla Procura e l'uomo è stato arrestato. "L’invito - scrivono i carabinieri - è di segnalare tempestivamente situazioni di pericolo per la propria o altrui incolumità, anche per il tramite del Numero Unico di Emergenza 112 e denunciare i responsabili di comportamenti violenti, specie se perpetrati in danno di soggetti deboli".

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