Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Centro storico / Via San Francesco D'Assisi

Minorenne drogata e violentata dallo zio per tre anni, trova il coraggio per denunciare

Arrivata in Italia dal Marocco ancora minorenne, per trovare una vita migliore. La sua vita si è in realtà trasformata in un incubo, concluso, forse, con la condanna dello zio da parte del Tribunale di Trento. Ora però è da sola, ripudiata perfino dai genitori

Anestetizzata con droghe per poi subire violenze dallo zio, e respinta dalla famiglia perchè, con molto coraggio, ha deciso di fare denuncia. E' questa la terribile storia di una ragazza di origini marocchine, oggi maggiorenne residente in Trentino nell'Alto Garda. Un incubo iniziato in tenera età, dopo essere arrivata in Italia, attraverso la Spagna e senza documenti, ospite dello zio che è stato ora condannato dal Tribunale di Trento con rito abbreviato a 20 mesi di reclusione e ad un risarcimento di 9000 euro.

I fatti risalgono agli anni tra il 2007 ed il 2009 e la denuncia è di tre anni fa. La pena detentiva è stata sospesa con la condizionale, la somma è stata ritenuta congrua con le disponibilità economiche dello zio, anche lui marocchino, di 47 anni.

L'aspetto che sconcerta di più dell'intera vicenda è l'atteggiamento della famiglia, dei genitori in Marocco ma anche del cugino nonchè della zia, che sapeva di quanto commesso dal marito direttamente dai racconti della ragazza, allora tredicenne, alla quale avrebbe risposto di non preoccuparsi. "Ci è voluto del tempo per far capire alla ragazza che non è normale avere rapporti sessuali con lo zio - spiega l'avvocato Chiara Pontalti, legale della vittima - malgrado i suoi familiari le avessero sempre detto che non c'era nulla di cui preoccuparsi".

La famiglia ha mantenuto lo stesso atteggiamento dopo la denuncia: non solo ha fatto finta che tutto ciò non sia mai avvenuto, ma ora nemmeno la figlia esiste più per loro. La ragazza si trova sola, in Trentino, abita presso una struttura di accoglienza a Riva del Garda, ha completato gli studi presso un istituto tecnico e lavora come cameriera in un ristorante e sta provando a costruirsi una nuova vita, anche se non sarà facile il coraggio dimostrato nel denunciare quei fatti orribili continuerà ad aiutarla. 

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