Rubano carte di credito alle poste, poi si fingono marescialli e infine bancari: ecco come agiscono i 'ladri attori'

A scoprire la truffa la polizia postale, che consiglia cautela per non cedere in tentativi di 'vishing'

Rubavano le lettere con le carte di credito direttamente nei centri smistamento di Poste Italiane. Poi chiamavano le banche e fingendosi delle forze dell'ordine riuscivano a farsi dare il numero dei clienti. Infine contattavano i titolari delle carte e spacciandosi per bancari ottenevano il pin. Questo il modus operandi di un gruppo criminale, scoperto dalla polizia postale.

Come avveniva la truffa

La tecnica utilizzata era quella del Vishing - dall'inglese voice e phishing (con cui i truffatori cercano di ottenere informazioni personali dalle vittime). Il gruppo dei 'telefonisti' - come li ha ribattezzati la questura - chiamava i vari istituti di credito e presentandosi come maresciallo o ispettore, affermava di aver appena sequestrato un consistente numero di carte di credito rinvenute in possesso a malviventi. Con fare perentorio e con la scusa della riconsegna, poi, si faceva indicare il numero di telefono dei clienti.

“Buon giorno, sono l’ispettore Maglione della Questura, avrei bisogno di un accertamento anagrafico mi può aiutare??", questa una delle frasi intercettate dalla polizia postale. A questa prima fase seguiva una complessa attività di social engineering compiuta da esperti tecnici che provvedevano a reperire tutte le informazioni e gli ulteriori dati necessari. Una volta ottenuti i dati, l'organizzazione chiamava le vittime spacciandosi per dipendente della banca e paventando problemi connessi all'attivazione delle carte di credito. Alla fine riusciva, grazie a doti persuasive, a farsi indicare il codice pin.

"La chiamo riguardo la sua carta di credito,  la chiamo dalla sede centrale amministrativa. In una settimana lavorativa le arriverà la nuova carta dopodiché sempre per raccomandata il nuovo codice PIN. Allora volevo solo alcune conferme perché abbiamo variato l’indirizzo mi può confermare un recapito fisso?": sono le parole dei truffatori, al telefono con uno dei loro bersagli.

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I 'ladri attori'

"Dalle intercettazioni telefoniche, è emersa una capacità attoriale e di convincimento non comuni", si legge in una nota della questura. Durante alcune conversazioni tra sodali questi si vantavano l’un l’altro delle eccellenti capacità di imitazione facendo a gara a chi era più bravo. La stessa persona era in grado di cambiare la propria voce anche passando dal femminile al maschile e con diversi accenti, dal partenopeo al milanese.

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