menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Tasse universitarie e redditi: i figli dei benestanti sono la maggioranza

Sono infatti complessivamente 4.318 gli studenti con alle spalle genitori con un reddito annuale compreso tra i 15 mila (prima fascia) e i 30 mila euro (quarta fascia), meno della metà degli iscritti con il sistema Icef

"Gli obiettivi sono molteplici. Tutelare i meno abbienti attraverso le borse di studio dell'Opera universitaria, premiare gli studenti che s'impegnano di più attraverso i premi di merito, garantire cifre alla portata del ceto medio grazie alle diverse fasce. Inoltre - conclude - il sistema Icef ci permette di andare oltre il semplice calcolo del reddito, poiché prende in considerazione anche il patrimonio".

"Il sistema Icef è in sostanza iniquo e, paradossalmente, non solo favorisce l'affluenza nell’università di studenti non trentini (o addirittura stranieri), ma valuta i redditi in modo distorto penalizzando la fascia media, che sempre più si trova in difficoltà (magari solo per aver fatto qualche risparmio durante una vita di lavoro)".
 
Queste due dichiarazioni, opposte - fatte (in momenti diversi) rispettivamente dal dirigente dell'area didattica e servizi agli studenti dell'Università di Trento Paolo Zanei e dal consigliere provinciale della Lega Nord Claudio Civettini - rappresentano una delle tante declinazioni del calcolo Icef. Si tratta dell'ormai famigerato Indicatore della condizione economica familiare inventato dal docente di economia e consulente della Provincia Gianfranco Cerea. Per citare una definizione fornita dalle Acli "Un insieme di dati ed informazioni di natura reddituale, patrimoniale ed anagrafica che, combinati sulla base di parametri e meccanismi di calcolo, consentono di misurare la condizione economica di un nucleo familiare".
 
Un sistema che in Trentino è ben noto, poiché utilizzato per una miridiade di cose: dai buoni di servizio a - come in questo caso - determinare l'ammontare delle tasse che uno studente deve pagare per l'iscrizione ad un corso in una delle sette facoltà dell'università di Trento. Cifre che vanno da un minimo di 429,62 euro per un corso di primo livello in prima fascia (reddito da 15 mila euro, patrimonio da 61 mila e 250 euro) al massimo di 2 mila e 800 euro per un corso di studio di secondo livello (con reddito netto oltre i 70 mila euro e un patrimonio superiore ai 152 mila e 916 euro). Insomma più alto è il reddito (dichiarato), più alte sono le tasse da pagare.
 
Ed è proprio l'Icef il principale "indiziato" di un'interrogazione presentata dall'esponente leghista, cui è seguita un'articolata risposta del governatore Lorenzo Dellai. Al primo punto Civettini solleva proprio l'aspetto economico, chiedendo "Come sia suddivisa nei vari scaglioni di reddito (le 13 fasce determinate dal parametro Icef) la popolazione che frequenta gli atenei trentini, stimata dall’università stessa in 16.000 studenti, quale sia la geografia di residenza all’interno dei diversi scaglioni di reddito".
 
Gli iscritti in base al reddito
 
Secondo i dati riportati nella risposta - che peraltro non sono freschissimi, essendo datati 31 luglio 2011 - la maggior parte degli studenti, cioè 5.484 sui 15 mila e 931 totali, ha un vecchio modello di contribuzione oppure non rientra in nessuna delle tredici fasce. I restanti studenti, 10 mila e 447, sono compresi nelle tredici fasce di reddito previste per il pagamento delle tasse. Anzi, quattordici, visto che 189 tra loro sono completamente esonerati (58 residenti in Trentino, 131 in altre province italiane).
 
Una delle notizie distillabili da tutti i numeri contenuti nelle tabelle allegate alla risposta è che una buona fetta di universitari ha alle spalle una famiglia con un reddito medio alto. Guardando agli iscritti con l'indicatore Icef si nota che la maggioranza - 3.398 - sono inquadrati nell'ultima fascia, quella con reddito netto oltre i 70 mila euro e un patrimonio superiore ai 152 mila e 916 euro. Di questi studenti, 1.650 sono trentini, 1.748 di altre province. Il secondo gruppo più numeroso è invece all'estremo opposto, vale a dire gli studenti in prima fascia di reddito, complessivamente 1.536 (655 trentini, 881 da altre province).
 
Se invece si considera che il reddito medio di una famiglia italiana (dice un recente rapporto della Banca d'Italia) è di 29 mila e 606 euro (in Trentino 34.927), si nota che i figli di questo tipo di nuclei famigliari sono - anche se di poco - meno degli iscritti che provengono da famiglie che possono essere considerate più abbienti. Sono infatti complessivamente 4.318 gli studenti con alle spalle genitori con un reddito annuale compreso tra i 15 mila (prima fascia) e i 30 mila euro (quarta fascia). Se si sommano anche gli studenti in quinta fascia (quella a 35 mila euro di reddito l'anno) si raggiungono 5.082 studenti: comunque meno della metà degli iscritti con il sistema dell'Icef, che come detto sono in tutto 10 mila e 447. 
 
Le borse di studio
 
Vengono erogate dall'Opera universitaria, in sostanza la Provincia. Nella risposta all'interrogazione si spiega: "Per quanto riguarda il finanziamento delle borse di studio, le risorse derivano per circa 2 milioni di euro dalla tassa provinciale per il diritto allo studio, che è pagata da tutti gli studenti con condizione economica superiore al limite per l'esonero delle tasse; mentre il resto delle risorse, a seguito dell'accordo di Milano, sono assegnate dalla Provincia di Trento".
 
Il 42,77% sono assegnate a studenti della provincia di Trento (1618). Il 10,28% (389) a studenti della provincia di Vicenza; il 9,97% (377) a studenti della provincia di Verona; il 9,33% (353) a studenti provenienti dall'estero; il 5,31% (201) a studenti della provincia di Belluno; il 4,94% (187) a studenti della provincia di Bolzano; il 2,54% (96) a studenti della provincia di Treviso; il 2,14% (81) a studenti della provincia di Brescia; l'1,98% (75) a studenti della provincia di Mantova; lo 0,93% (35) a studenti della provincia di Padova; lo 0,69% (26) a studenti della provincia di Venezia; lo 0,63% (24) a studenti della provincia di Bari; lo 0,40% (15) a studenti della provincia di Lecce; lo 0,37% (14) a studenti della provincia di Bergamo; ancora lo 0,37% (14) a studenti della provincia di Pordenone. C'è infine un dato aggregato (278 borse di studio) relativo a studenti provenienti da altre province (il 7,35%).
 
Gli studenti per facoltà
 
Sono 15.931 gli studenti iscritti all'università di Trento. O meglio - erano - visto che il dato è riferito all'anno accademico 2010/2011 e come detto si ferma al 31 luglio dello scorso anno. La facoltà ad avere il maggio numero di iscritti è ingegneria (3.326), seguita da giurisprudenza (2.879), economia (2.845), lettere e filosofia (2.653), sociologia (1.884), scienze (1.370), scienze cognitive  a Rovereto (866) e la Scuola di studi internazionali (108).
Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Il Trentino rimane in zona arancione

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrentoToday è in caricamento