Cronaca San Giuseppe / Via Fratelli Perini

Scuola, gli Stati Generali pensano a diventare sindacato

Inascoltati dalla politica e dall'assessorato, bollati come "reazionari", i promotori del movimento stanno progettando di trasformarsi in un sindacato, per difendere i precari della scuola trentina

Gli Stati generali della scuola trentina, gruppo di docenti formatosi spontaneamente durante i mesi caldi sulla "riforma" della scuola in Trentino, stanno pensando di fare un passo in più per far sentire la loro voce. Inascoltati dalla politica e dall'assessorato, bollati come "reazionari", i due promotori del movimento - Nicola Zuin e Alessandro Genovese - potrebbero decidere di fare un passo meditato da tempo: trasformarsi in sindacato. Un modo per diventare a tutti gli effetti un organo di rappresentanza istituzionale con cui la politica sarebbe poi tenuta a confrontarsi. Certo si viene considerati in base al numero dei proprio iscritti, ma chi può dire quanti docenti sceglierebbero di farsi una tessera degli Stati Generali? Magari molti. E, considerando la diversità di posizioni dei sindacati sull'ultima novità relativa alla possibile istituzione dell'albo dei docenti (unicum a livello nazionale, fatta eccezione per la Lombardia), anche di più.

Nel pomeriggio una quarantina di docenti (soprattutto delle superiori) si sono riuniti per discutere delle ultime proposte dell'assessorato provinciale su reclutamento, albo degli insegnanti e graduatorie. Un problema, quest'ultimo, che alcuni maligni giudicano già risolto con il 2013: potrebbe infatti essere sufficiente attendere il dopo elezioni per risolvere la situazione con un provvedimento o con un accordo tra Governo e Provincia, in modo da fare del Trentino un esempio (o terra di sperimentazione nella pratica del reclutamento) per il resto d'Italia con un albo per docenti abilitati. Le graduatorie provinciali, ai ritmi attuali di circa 60 docenti che vengono "pescati" dalle liste ogni anno, ci metterebbero lustri per esaurirsi. Il tutto in una situazione in cui aumenterebbero i precari in attesa. Una situazione difficile da gestire considerati anche i docenti del resto d'Italia che legittimamente volessero venire ad insegnare in Trentino. Aspetto non secondario è poi quello dei precari storici: vale a dire gente che è in graduatoria da dieci- dodici anni, spostato magari da una scuola all'altra, alla faccia della tanto sbandierata "continuità didattica". Secondo i dati forniti dalla Provincia e analizzati dagli Stati Generali, ad esempio, un terzo degli iscritti in graduatoria rientra nella categoria dei precari di lungo corso.
 
La via intrapresa da piazza Dante, quindi, non convince gli insegnanti degli Stati Generali, che sono decisi a ribattere con proposte diverse rispetto a quelle che si vanno consolidando.
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