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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Gardolo

Al carcere di Spini "carenza di personale e disagi psichici tra i detenuti"

La Garante dei detenuti presenta la sua relazione annuale: "In aumento casi di autolesionismo"

Problemi di personale (sia penitenziario che medico) e crescenti disagi psichici tra i detenuti, sempre più spesso vittime anche di casi di autolesionismo. Sono le problematiche principali, ma non le uniche, rilevate nel carcere di Trento, a Spini di Gardolo. A presentarle, nella sua relazione annuale, la Garante dei diritti dei detenuti Antonia Menghini.

"Nella Casa circondariale di Spini di Gardolo la cosa più urgente è tornare alla normalità, perché la pandemia ha reso estremamente difficile la situazione comprimendo ancor più le già limitate libertà delle persone detenute e aggravando i problemi interni" ha detto introducento la relazione.

Menghini ha sollecitato le istituzioni ad un incontro perché si impegnino, ciascuna per la propria parte, a gestire questa fase di emergenza straordinaria all’interno del carcere dove, non a caso, si sono recentemente verificati anche episodi di violenza riconducibili al crescente disagio psichico delle persone detenute. Per rispondere ai bisogni di chi è detenuto e di chi lavora nella Casa circondariale, la Garante ritiene prioritarie 4 azioni: incrementare il personale oggi insufficiente sia tra gli educatori che tra gli agenti di polizia penitenziaria; ripristinare l’assistenza sanitaria nell’arco delle 24 ore; creare un centro diurno per fronteggiare il disagio psichico; infine investire ancor più nella formazione e nel lavoro.

Presente anche l'assessore provinciale alla salute Stefania Segnana, che ha ringraziato la Garante e assicurato di voler portare avanti la collaborazione instaurata con lei e la direttrice del carcere, sfociata nel 2020 nell’assunzione di una psicologa e nell’assegnazione di uno psichiatra a tempo pieno. L'assessore ha ricordato anche la una delibera con cui, venerdì scorso, la Giunta provinciale ha aumentato la retribuzione oraria dei medici della Casa circondariale allo scopo di rendere più appetibile la scelta di lavorare nel carcere.

Il testo integrale della relazione è consultabile a questo link.

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