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Foto di Alan Tancredi

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Marangoni taglia gli stipendi dopo aver preso 1,5 milioni dalla Provincia

Operai ancora in sciopero contro il taglio alle buste paga minacciato dall'azienda roveretana, che lo scorso luglio ha beneficiato di abbondanti contributi provinciali concessi con la promessa di investire

Nuovo sciopero per i 300 dipendenti dello stabilimento di pneumatici Marangoni a Rovereto, che protestano contro il taglio dei salari. Anche questa mattina, come avvenuto nei giorni scorsi, gli operai stanno presidiando i cancelli della fabbrica di via del Garda e da lì si muoveranno in corteo verso la sede di Trentino Sviluppo, braccio operativo della Provincia autonoma di Trento, dove alle ore 11 i delegati sindacali della Rsu aziendale e i sindacalisti di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, incontreranno l'assessore provinciale all'economia, Alessandro Olivi. "Abbiamo richiesto questo incontro - afferma il segretario generale della Filctem Cgil del Trentino, Mario Cerutti - perché crediamo fortemente che un altro piano sia possibile. Un taglio così drastico alle buste paga non è sostenibile ma ci possono essere altre misure in grado di garantire la necessaria competitività allo stabilimento di Rovereto e per rendere profittevole l'investimento che Marangoni Spa ha promesso di effettuare". La Cgil ricorda che solo pochi mesi fa, attraverso una procedura negoziale, la Provincia ha staccato un assegno di 1,6 milioni di euro come contributo pubblico ad un progetto di innovazione e ricerca di Marangoni Spa. Un motivo in più - affermano le parti sociali - per chiedere maggiore impegno da parte dell'azienda. ?

"Alla Provincia e al vicepresidente Olivi chiediamo di attivarsi immediatamente per salvaguardare il rispetto dei diritti dei lavoratori e per garantire agli stessi una vita libera e dignitosa". Lo chiede, in una nota, Sinistra ecologia e libertà del Trentino, che esprime il pieno sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici della Marangoni, in sciopero contro i tagli in busta paga. "Nei loro confronti si sta applicando una politica industriale, ormai dilagante, basata solo sulla riduzione delle tutele e degli stipendi dei lavoratori, a fronte di vaghe promesse di investimenti. Non è ammissibile che a luglio l’azienda ricevesse oltre un milione e mezzo dalla Provincia per investimenti in innovazione ed occupazione e che, dopo soli sei mesi, non solo non vi siano tracce di questi investimenti, ma venga proposto un nuovo taglio degli stipendi. La Provincia deve cambiare radicalmente la sua politica industriale e per l'occupazione". 

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