Cronaca

Proseguono le ricerche della ginecologa scomparsa: 200 persone in movimento dalle valli del Noce

In acqua e a terra, carabinieri, vigili del fuoco del Corpo Permanente e volontari, soccorso alpino, Saf, Sapr e Croce Rossa. Sono tantissime le persone impegnate sul territorio per cercare Sara, qualsiasi cosa che possa ricondurre a lei

La stanno cercando ovunque, Sara Pedri, la giovane ginecologa scomparsa da Cles il 4 marzo e lo stanno facendo con tutte le forze possibili, con la professionalità di persone preparate nelle ricerche in acqua e sul territorio. Nella sola giornata di sabato 12 giugno sono state circa 200 le persone impegnate e in movimento per setacciare il territorio, molti di questi sono vigili del fuoco che prestano gratuitamente le loro energie per cause molto importanti come questa.

Da Terzolas a Cles e i comuni della Terza Sponda, sono tanti i chilometri battuti durante le giornate di ricerca, si parla di una zona di circa 240 ettari, che viene percorsa con addosso i Gps per mappare ogni spostamento, ogni luogo visto e l’impegno di ogni squadra che continua a cercare la 31enne.

Sono passati ormai più di tre mesi da quando si sono perse le tracce della ginecologa di Forlì, ma i carabinieri della Compagnia di Cles diretta dal Capitano Guido Quatrale, con i militari dell’Arma della stazione di Rumo, i vigili del fuoco del Corpo Permanente di Trento e dei corpi speciali, gli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, la Croce Rossa e tantissimi volontari dei pompieri del Distretto della Val di Sole, val di Non e di tutte le Valli del Noce continuano a setacciare il territorio alla ricerca anche solo del minimo particolare che possa raccontare qualcosa di più di quanto accaduto quel 4 marzo.

Le ricerche di marzo e aprile

Il 7 marzo, dopo pochissimi giorni dalla scomparsa della 31enne, già a ricerche iniziate, era stato rallentato il deflusso dell’acqua dalle dighe a monte per riuscire a setacciare il letto del fiume Noce. All’epoca la portata, nel punto di monitoraggio che si trova a Cavizzana, era arrivata a misurare 38 centimetri, contro i 102 di giugno. Dal Noce, sono arrivati al lago di Santa Giustina dove, però, la profondità tocca anche i 70 metri e la visuale viene disturbata già dopo pochi metri di immersione, a causa del fondo melmoso.

Le forze impegnate già all’epoca erano ingenti, oltre a quelli che ancora oggi cercano una traccia della dottoressa, c’erano i carabinieri del Nucleo Subacquei di Genova, con una vedetta e l’ecoscandaglio, i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Egna e forze in prestito anche da Bolzano.  In questa occasione erano stati impiegati, oltre ai vari nuclei cinofili, anche quelli specializzati ricerca di cadaveri nell’acqua.

A Mostizzolo

Un nuovo punto di ricerca è stato allestito a giugno a Mostizzolo, frazione di Cis. Le ricerche, coordinate dal Capitano Quatrale e sotto la direzione del Commissariato del Governo, non si sono mai interrotte. Tante le segnalazioni che sono arrivate nel tempo ai militari dell’Arma e prontamente verificate. A giugno sono ripartite le ricerche anche nella zona del torrente e del lago, nonostante la portata dell’acqua ora, come avviene in questo periodo dell’anno, sia triplicata e renda più difficili ogni movimento. Una Sala Operativa Mobile, con un posto di comando avanzato, è arrivata e si è posizionata a Cis. Qui, i vigili del fuoco del Corpo Permanente di Trento raccolgono tutte le informazioni e le mappature del territorio fatte a piedi con i Gps dalle persone, con il prezioso aiuto del Soccorso Alpino, della Croce Rossa con i cani cinofili, del Saf (Soccorso Alpino Fluviale) e del Sapr (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto) con i droni, della scuola provinciale dei cani da ricerca e cani molecolari e dei tantissimi e instancabili volontari che prestano il proprio tempo libero per cause come questa.
 

Il Piano di ricerca delle persone scomparse, in Trentino, è un’imponente macchina che si muove come una macchia d’olio sul territorio. Ogni minimo dettaglio che possa essere rilevante viene controllato da più persone e rimane tutto documentato sia in forma cartacea, sia in forma digitale. Lodevole la forza e le energie che moltissimi regalano in queste operazioni. Tra le persone allertate ci sono anche i pescatori e le persone dei vari paesi delle valli del Noce e alle quali è stato chiesto di avvisare nel caso in cui si dovessero trovare ad avere notizie della giovane dottoressa.

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