Ambiente: nasce la rete delle riserve del Monte Bondone

Un sistema integrato delle dodici riserve naturali individuate nell'area ambientale del Monte Bondone, che saranno quindi gestite in maniera unitaria

È stato ufficializzata oggi, con la firma dell'accordo di programma da parte delle amministrazioni coinvolte nel progetto, l'attivazione della Rete di riserve Bondone. La giunta provinciale aveva approvato lo scorso novembre, con una delibera proposta dall'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi,  l'ampliamento della rete, che prevede un sistema integrato delle dodici riserve naturali individuate nell'area ambientale del Monte Bondone, che saranno quindi gestite in maniera unitaria. Si chiude così il cerchio aperto con la richiesta, inviata nel 2012 alla Provincia autonoma di Trento dai sindaci dei Comuni di Cimone, Garniga Terme, Terlago, Trento e Villa Lagarina, di dare avvio ad un percorso condiviso per unire le proprie aree naturalistiche.

Il Comune di Trento ha creduto fortemente nelle finalità di tale iniziativa mettendo a disposizione le proprie risorse finanziarie per un totale di 376.771,14 euro. La volontà di ampliare la rete ad altri comuni è emersa fin da subito per attuare in concreto una strategia di gestione del territorio che mette al centro la funzionalità ecologica della Rete. Negli anni 2013-2014 la Rete di riserve del Monte Bondone – Soprasasso ha realizzato il Progetto per l’accrescimento identitario e la valorizzazione del paesaggio ai fini turistici, cofinanziato tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Tra gli obiettivi generali che stanno alla base della Rete di riserve Bondone spicca la valorizzazione del turismo sostenibile inteso come "qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette". In questo ambito la Rete avvierà a breve il processo di adesione alla Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette, promuovendo l’adeguamento della propria offerta turistica agli standard previsti da tale strumento. Le spese previste dall’accordo di programma fanno riferimento ad un primo triennio di vigenza. L’accordo di programma prevede un costo finale stimato di 748mila euro di cui 205.500 a carico del bilancio provinciale, mentre il resto viene ripartito tra il Bim (90mila euro), le Comunità di Valle dei Laghi (30mila euro) e Vallagarina (20mila euro), il Territorio Val d’Adige (79.700 euro), i bilanci comunali (85.600 euro), Progettone (200mila) e contributi sul nuovo Programma di sviluppo rurale (37.200 euro).

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