Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Reddito di garanzia in Trentino ma vivono in Veneto: denunciati dalla Polizia Locale

Due mesi in Trentino, quanto basta per ottenere la resienza ed il reddito di garanzia

Hanno abitato per un breve periodo in Trentino,, ma  continuavano a percepire  il reddito  di garanzia. Il caso è stato scoperto dalla Polizia Locale delle Giudicarie, che ha deferito due coniugi, cittadini marocchini, per percezione indebita di contributi pubblici.

Insieme ai due figli avevano preso in affitto una casa in Trentino, spostando dunquue la residenza, salvo pagare solamente due mensilità e tornarsene poi, nel giro di qualche mese, in Veneto. 

La permanenza in Trentino è stato accertato sia durata pochi mesi, il minimo indispensabile per ottenere la residenza dal comune, ma soprattutto, in seguito a questo, ottenere il reddito di garanzia (divenuto poi assegno unico) erogato dalla PAT, che si sommava ad alcune indennità di disoccupazione erogate dall’INPS.

Gli accertamenti, svolti con il supporto della Tenenza della Guardia di Finanza di Tione per l’incrocio con i dati fiscali, si sono anche concentrati su uno dei figli in età scolare della famiglia, scoprendo come lo stesso non frequenti in Italia alcuna scuola.

I contributi, su cui si sono concentrate le indagini, sommando le erogazioni di PAT ed INPS, ammontano a circa 8 mila euro e non appena la Polizia Locale ha comunicato l’esito dell’indagine, la Provincia ha sospeso l’erogazione per la parte di propria competenza (circa 400 euro mensili).

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