Cronaca Centro storico / Via Andrea Pozzo

Razzismo su Flixbus: "Sei di un'altra religione, non puoi sederti vicino a me"

Il racconto di una studentessa trentina su facebook, la triste vicenda nel viaggio Roma-Trento. Interviene la polizia ed il ragazzo, in lacrime, è invitato a spostarsi

"Non sederti  vicino a me,  sei nero". Sembra incredibile la vicenda narrata da una studentessa trentina su facebook e ripresa oggi da tutti i quotidiani locali. Teatro della vicenda la corsa Roma-Bolzano della compagnia Flixbus (che esprime profondo ramarico per l'accaduto). Sale un ragazzo di colore, senegalese, 25 anni. Si siede a fianco ad una signora che, stando a quanto narrato dalla ragazza, proprio non vuole il ragazzo come vicino di sedile. 

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"Qui no, vai via, vai in fondo" dice la signora davannti a tutti. Ne nasce una piccola discussione, e lei motiva la sua frase con un'altra, ancor più  imbarazzante: "E' di un'altra religione". 

"Io rimango incredula seduta incapace (e me ne scuso) di intervenire, la signora sbraita, il ragazzo piange" scrive la studentessa trentina su facebook. Viene chiamata la polizia che risolve la  situazione, forse non nel  modo più  corretto: il ragazzo viene comunque invitato a sedersi in un altro posto. 

"Un ragazzo normalissimo, con i propri sogni, con la voglia di imparare bene l’italiano e di mettersi in gioco, proprio come me - prosegue la ragazza nel post -  Lavora da qualche anno a Bolzano con orari e ritmi molto pesanti. Mi ha detto con gli occhi lucidi che è stufo, che è stanco di questa cattiveria. 

"Quando a scuola leggevo di Rosa Parks e degli autobus con posti riservati vedevo quella società lontana anni luce dalla nostra e mi dicevo “per fortuna ora non è così”. Quanto accaduto oggi su questo flixbus mi fa rattristisce, mi fa tornare indietro a quei tempi e mi fa capire che forse non siamo mai cambiati, che non c’è fine alla cattiveria umana". Questa l'amara conclusione del racconto. 

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