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Protonterapia costa 25 mila euro al giorno, ma non pagheranno i pazienti

Rimarrà aperta la strada delle convenzioni ma, ha ricordato il direttore dell'Azienda sanitaria Flor, l'idea rimane quello di non far pagare direttamente le prestazioni ai pazienti

La Quarta Commissione, presieduta da Giuseppe Detomas (Ual) ha visitato oggi pomeriggio il centro di Protonterapia. Un "viaggio" che i consiglieri hanno fatto nella struttura, che secondo il direttore dell'Azienda sanitaria, Luciano Flor, dovrebbe cominciare a curare i pazienti oncologici entro l'estate, dal cuore costituito dalla camera isocentrica dove il fascio di protoni viene prodotto, alle Tac di ultima generazione, alla camera di rianimazione pediatrica (i piccoli pazienti verranno trattati in anestesia totale), agli ambulatori medici. I consiglieri sono stati accompagnati dal dottor Maurizio Amichetti, dirigente dell'Unità operativa di Protonterapia e dal professor Renzo Leonardi. 

Il peso economico del centro: 20 mila euro su un totale di 3 milioni al giorno assorbiti dalla sanità trentina. 
Dopo la visita all'impianto tecnologico del centro c'è stato il confronto tra i consiglieri Flor e l'assessora Donata Borgonovo Re. 
Da parte dei consiglieri di opposizione, Claudio Civettini (Lega) e Manuela Bottamedi (5 stelle) e di Walter Viola (PT) sono state fatte domande sul costo del Centro. Sui tempi necessari a raggiungere l'equilibrio economico, sul peso di Protonterapia sul sistema sanitario trentino. La risposta del direttore dell'Azienda è stata sintetizzata così: "Ogni giorno la sanità trentina assorbe 3 milioni di euro, l'impatto di questo centro sarà di 20 mila euro". Una cifra che, fino a quando non si arriverà a regime, tra tre anni, quando si prevedono 700 pazienti all'anno, 60 - 70 al giorno, per un totale di 20 mila sedute (ogni ciclo di trattamenti di 25 - 30 sedute costerà circa 20 - 25 mila euro) sarà sostenuta dall'Azienda sanitaria, in base ad un piano finanziario già approvato dalla Giunta. 

Non pagheranno direttamente i pazienti. 
Altra questione aperta, l'accreditamento di Protonterapia da parte del Ministero della salute quindi l'inserimento di questa terapia nei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Tema sollevato da Civettini al quale Flor ha risposto affermando che "al Ministero possiamo andare quando saremo pronti. Poi ci sarà un'istruttoria". Comunque, rimarrà aperta la strada delle convenzioni, ma come ha ricordato il direttore dell'Azienda, l'idea rimane quello di non far pagare direttamente le prestazioni ai pazienti. 

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