Molecole di Pfas nell'acqua del Chiese, la Provincia conferma ma chiarisce: "Nessun allarme"

Concentrazione modesta, sotto soglia. La Provincia assicura: "Situazione monitorata"

Molecole di Pfas, ovvero sostanze perfluoroalchiliche, nel fiume Chiese. La Provincia conferma la notizia, seppur ribadendo che non c'è nessun allarme. Si tratta di composti chimici utilizzati a livello industriale e l'Appa, l'agenzia provinciale per l'ambiente, spiega che l'origine della contaminazione del bacino del Chiese potrebbe risalire addirittura ad industrie non più in attività nella valle.

La nota della Provincia spiega che potrebbero esserci alcuni problemi di classificazione "ambientale" delle acque, ma non di contaminazione acuta, ovvero con effetti sull’acqua potabile. Il monitoraggio in Trentino è stato condotto a partire dal 2018, su indicazione del Ministero dell'Ambiente, su tutti i corsi d’acqua principali. Nel solop bacino del Chiese è stata registrata una presenza assai modesta di Pfas. 

"E' stata informata sia l’Azienda provinciale per i servizi sanitari sia l’Arpa della Lombardia - prosegue la nota -. E’ stata avviata inoltre una collaborazione con l’Università di Trento centrata in particolare sulla molecola Pfos, appartenente alla famiglia delle Pfas. Le concentrazioni rilevate sono inferiori, come specificato, agli standard di qualità ambientali delle acque. Nonostante la contaminazione sia dunque molto debole la Provincia continuerà a monitorare la situazione attraverso approfondimenti di carattere idrogeologico e stratigrafico, per studiarne l’evoluzione nel tempo e la prospettiva di un suo definitivo risanamento".

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