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Per "salvare" l'ospedale di Tione anche le firme dei villeggianti

Il 34% delle 23mila persone che hanno firmato la petizione lanciata dalla Comunità di Valle sono proprietari di seconde case nelle guidiarie, non residenti in Trentino: l'ospedale è anche un servizio per i turisti, questa la nuova tesi dei promotori della raccolta firme

"Come amministratori il nostro compito è quello di ascoltare i cittadini ma anche quello di conciliare queste esigenze con quelle di carattere tecnico": diplomatico il presidente della Provincia Ugo Rossi intervenuto ieri sera a Tione in una sala della Comunità gremita di persone, insieme all'assessora alla sanità Donata Borgonovo re, per discutere del futuro dell'ospedale di Tione.

A partire dalla rassicurazione che "per l'ospedale di Tione non è prevista alcuna ipotesi di chiusura", parole di Rossi, la Provincia inizierà a ragionare insieme alla Comunità di Valle per rivedere il servizio: in meglio naturalmente, secondo quanto promettono gli amministratori, ma anche in vista di risparmi. Il piano di miglioramento, steso durante la scorsa legislatura con Rossi assessore alla Sanità, prevede sempre una razionalizzazione delle risorse anche se la stessa assessora ha ricordato che "non esistono ospedali periferici: non si è mai parlato di chiudere gli ospedali territoriali, perché sono altrettanti, preziosi elementi del sistema. Il Piano di miglioramento si propone di ridefinire e razionalizzare la rete, prendendo in considerazione tutta una serie di servizi".

Nel frattempo la Comunità di Valle, com'è noto, ha messo le mani avanti, anzi 23mila: precisamente 23.081 sono le firme raccolte a sostegno dell'ospedale di Tione, il 60% sono di residenti, il 34% di persone non residenti in Trentino che hanno una seconda casa nelle Giudicarie. 

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