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Pecora uccisa a bastonate, pastore condannato

La carcassa dell'animale vene trovata sopra Arco, dai volontari della Lav, parte civile al processo, grazie ad una telefonata anonima. I carabinieri riuscirono a risalire al proprietario, ora condannato, nonostante fosse stato tagliato l'orecchio con la targhetta identificativa

E' stato condannato alla pena pecuniaria di 5000 euro un pastore di Arco, riconosciuto colpevole del reato di maltrattamento di animali, con l'aggravante della morte, dal Tribunale di Rovereto. Il fatto risale a circa due anni fa quando venne trovato sui monti sopra il paese il corpo di una pecora al quale erano state tagliate le orecchie, per evitare che si risalisse al proprietario. Accertamenti svolti dai carabinieri, su richiesta della lav, parte civile nel processo, attestarono segni di percosse sulla carcassa dell'animale.

Una volta identificato il proprietario si è dato corso al processo, che si è concluso ieri con la condanna del pastore, come detto sopra. La pena pecuniaria potrebbe essere convertita in detenzione qualora l'uomo non avesse i 5000 euro richiesti dal Giudice. Una decisione che, secondo quanto ha spiegato Simone Stefani, responsabile della Lav Trentino, sottolinea la gravità del fatto. 

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