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Case di riposo, Fp Cgil: "Tagliamo 41 Cda e assumiamo 50 Oss"

Sindacati contrari alla proposta dell'assessore Zeni: una riorganizzazione che al posto della prospettata Rsa unica accentra i compiti nelle mani dell'Apsp

Niente "Rsa unica" nella riorganizzazione del welfare per anziani annunciata dall'assessore Zeni. L'ipotesi di accorpamento, puramente amministrativo, di tutte le case di riposo in un unico ente è stata scartata provocando  la reazione del sindacato Fp Cgil che esprime forte contrarietà in una nota: "Si toglie una funzione alle Comunità per darla all'Apsp. Con quale personale si gestirà il nuovo carico di lavoro? Gira voce che i dipendenti saranno destinati alle cooperative" si legge nel testo.


Insomma anzichè tagliare le amministrazioni si rischia di svuotare di competenze le Comunità di valle, questo l'allarme del sindacato  di via Muredei: "Lo diciamo chiaramente, se togliamo 41 Cda nessuno se ne accorgerà, si parla di 1,2 milioni di euro che potrebbero servire per paggare 50 Operatori socio-assistenziali". Il raddoppio del carico di lavoro di cui parla Zeni emerge dai trend demografici che prevedono la presenza di oltre 100mila anziani in Trentino entro il 2041. Si alzerà anche l'età degli operatori? Questa l'ironica domanda che sorge spontanea visto che l'età media del  personale nelle case di riposo trentine sfiora i 50 anni, ed ancora non si è parlato di assunzioni. 

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