menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Le onde gravitazionali di Einstein esistono davvero: la scoperta passa anche per Trento

Trento è nel team di ricerca, insieme a Padova ed Hannover, che ha validato i dati raccolti lo scorso 14 novembre per scartare ogni ipotesi di disturbo del segnale

Einstein aveva ragione: ci sono onde generate dalla collisione di buchi neri che arrivano fino alla terra, basta solo poterle captare. La scoperta dell'esistennza delle onde gravitazionali passa anche per Trento, anzi sembra che tutto sia paprtito da qui. "Trento è nel gruppo 'Sentinella'  che  ha dato il primmo allarme sulla scoperta: tre minuti dopo il rilevamento dello scorso 14 novembre il gruppo formato con personale dell'Università  e di quella di Hannover, haa validato per primo i dati ed ha annunciato agli altri scienziati questo evento  mmai osservvato in precedenza". Qusesto  è quanto si legge in una nota diffusa ieri, quando la notizia della scoperta ha fatto il giro del mondo, oggi il personale del Tifa (Trento Institute for Fundamental Physics Applications) arà a disposizione di studiosi ed apppasionati per fornire più informazioni sulla scoperta e sul ruolo di Trento nella validazione dei dati: l'appuntamento è alla Facoltà di Lettere in via Tommaso Gar, aula 6, ore 18.00. 


Il team, coordinato dal fisico sperimentale Giovanni Andrea Prodi, comprende per la sola parte di analisi dati, ricercatori dell'INFN di Padova (come Gabriele Vedovato e la post-doc Claudia Lazzaro) e giovani dottorandi di Trento (Maria Concetta Tringali, Shubhunshu Tiwari e Matteo Di Giovanni). Collaborano al gruppo anche l'Albert Einstein Institute di Hannover (con Marco Drago e Francesco Salemi) e la University of Florida  (con Sergey Klimenko). Il gruppo è attivo anche sugli sviluppi sperimentali per migliorare la sensibilità dei rilevatori con i ricercatori Livia Conti e Jean Pierre Zendri (INFN Padova) e i dottorandi Matteo Leonardi (Trento) e Marco Vardaro (Padova).


Trento, insieme ai colleghi di Padova e alle unità di ricerca di Hannover e della Florida, ha messo a punto un algoritmo di analisi (la pipeline, in termine tecnico), un programma informatico che setaccia i dati prodotti dai rilevatori alla ricerca di segnali dalla forma sconosciuta: le onde gravitazionali. E lo scorso 14 settembre dopo solo tre minuti dal rilevamento, è stato proprio il gruppo di Prodi con Hannover a certificare per primo i dati, a classificarli come probabili onde gravitazionali e a segnalare agli altri scienziati questa importante osservazione.

«Il nostro è stato un segnale di avviso prezioso – commenta Giovanni Prodi - che ha permesso di confermare l'assetto dei rilevatori, evitando di cambiarne prestazioni e caratteristiche. In un secondo tempo il nostro algoritmo è stato anche in grado di certificare la confidenza della lettura, vale a dire il grado di certezza della scoperta (oltre il 99,999%). Il segnale è stato confrontato infatti con una miriade di segnali di disturbo che sono inevitabilmente captati dal rilevatore. Ma ogni altra ipotesi è stata scartata: si è trattato proprio di onde gravitazionali e noi l’abbiamo per primi certificato».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Non solo Santiago: ecco cinque cammini in Trentino

Attualità

Lotteria degli scontrini, manca poco alla terza estrazione

Attualità

Quando saluteremo il coprifuoco: le ipotesi

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Bollettino coronavirus, i dati del 6 maggio

  • Attualità

    Palazzo Geremia si illumina per Patrick Zaki

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrentoToday è in caricamento