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Cesare Maestri, foto: Trento Film Festival

Cesare Maestri, foto: Trento Film Festival

Addio a Cesare Maestri, grande alpinista: "Ha firmato il libro di vetta della vita"

Se ne va a 91 anni un pezzo di storia dell'alpinismo italiano

Lutto nel mondo dell'alpinismo per la scomparsa di Cesare Maestri. A darne notizia è il figlio Gian: "Questa volta Cesare ha firmato il libro di vetta della scalata sulla sua vita, un abbraccio forte a chi gli ha voluto bene", questo il messaggio diffuso sui social network e subito rimbalzato sulla stampa nazionale. 

Maestri aveva compiuto 91 anni o scorso ottobre. Con lui se ne va un pezzo della storia dell'alpinismo: la sua fama era legata ai "monti pallidi", le Dolomiti orientali, ed alle Dolomiti di Brenta dove in pochi anni, tra il 1952 ed il 1956, aveva concluso una serie incredibile di vie in discesa ed in solitaria. Fu il primo a compiere la traversata delle 16 cime centrali del Brenta in solitaria in meno di 24 ore.

Il suo nome è legato anche al Cerro Torre, in Patagonia, una delle montagne più difficili al mondo. la prima spedizione, compiuta nel 1959 insieme a Toni Egger, si concluse tragicamente con la morte del compagno. La veridicità della conquista della cima fu fortemente messa in dubbio tanto da spingere lo stesso Maestri, 11 anni più tardi, a tornare sulla montagna aprendo quella che si chiama oggi "Compressor Route", per il fatto che la spedizione si avvalse di un compressore azionato da un motore a combustione.

Maestri dovette desistere a poche decine di metri dalla cima. Una cima, però, costituita da un fungo di ghiaccio che "prima o poi cadrà", come aveva ripetuto anche in occasione della presentazione del documentario a lui dedicato realizzato dalle Guide Alpine del Trentino. Come a dire che in realtà lui, sulla cima, c'era comunque arrivato. 

Per gli anni seguenti fu uno dei riferimenti dell'alpinismo italiano. Raccontò le sue imprese, ma anche il suo approccio alla montagna, in diversi libri ed era presenza fissa negli incontri più importanti dell'ambiente alpinistico, compreso il Trento Film Festival, che gli aveva assegnato la Genziana d'oro alla carriera. Era socio onorario del Cai e Cavaliere della Repubblica e nel 2012 gli fu conferita la laurea honoris causa in Scienze Motorie dall'Università di Verona. 

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