I vigneti di Mezzacorona in Sicilia acquistati da "uomini d'onore" della mafia

I terreni del Gruppo Mezzacorona in Sicilia comprati dalla mafia: accusa pesantissima al termine delle indagini della Guardia di Finanza

Feudo Arancio sotto sequestro: foto GdF

I terreni di Feudo Arancio in Sicilia, di proprietà della società vinicola trentina Gruppo mezzocorona, sequestrati dalla finanza. L'accusa è pesantissima: aver agevolato Cosa Nostra con l'acquisto delle due tenute siciliane tra il 200 ed il 2005. Il reato ipotizzato è quello di riciclaggio.

La Guardia di Finanza di Trento, a conclusione delle indagini (già rese note nell'ottobre 2019, in quell'occasione i vertici della cantina si dichiararono "estranei ai fatti) parla di "gravi indizi di responsabilità, anche a carico di soggetti del gruppo societario trentino". Quattro gli indagati, oltre 70 milioni di euro il valore del complesso aziendale posto sotto sequestro: 900 ettari di vigneto tra le province di Agrigento e Ragusa, compresi gli edifici della cantina e la villa di rappresentanza.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti i beni sequestrati sarebbero stati messi in vendita da prestanome dopo la morte dei precedenti proprietari, due cugini noti come "uomini d'onore" del "mandamento" mafioso di Mazara del Vallo. Terreni ed edifici sarebbero stati di fatto gestiti da altri due uomini di Cosa Nostra, addirittura "previa autorizzazione di un boss latitante" scrivono i finanzieri.

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La compravendita rarebbe avvenuta per "liberarsi" di beni che altrimenti avrebbero potuto essere posti sotto sequestro per mafia. Le fiamme gialle trentine avrebbero inoltre accertato che il ricavato della vendita sarebbe servito a sovvenzionare altre attività criminali. Nell'indagine sono coinvolti un commercialista ed un imprenditore siciliani, quest'ultimo fornitore e socio di minoranza del grupp trentino. Accuse pesantissime per una delle più grandi realtà vinicole a livello locale e nazionale. 

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