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Legge sulle persone non autosufficienti, Acli: "Gravi carenze"

Per quanto riguarda il sostegno alle famiglie dei non autosufficienti "va detto che siamo già molto in ritardo. Le stesse sono già ricorse al "fai da te" con le cosiddette badanti (regolari e non)"

Pur condividendo l’impostazione di fondo della proposta di legge quadro “Tutela delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie”, recentemente licenziata dalla Quarta commissione del Consiglio provinciale, la Fap Acli del Trentino sottolinea alcune "gravi insufficienze" del testo.

"In primo luogo va detto che il testo di legge non è supportato da adeguate risorse pubbliche per i non autosufficienti. I 5 milioni di euro previsti, ai quali se ne aggiungono alcuni altri  attinti da ipotetiche risorse prelevate dai cittadini tramite l’Icef, non sono per nulla adeguati a supportare un bisogno diffuso che riguarda i non autosufficienti che in Trentino ammontano a 16.000 dei quali 6-7.000 bisognosi di cure domiciliari".
 
Per quanto riguarda il sostegno alle famiglie dei non autosufficienti "va detto che siamo già molto in ritardo. Le stesse sono già ricorse al “fai da te” con le cosiddette badanti (regolari e non). Ci preoccupano inoltre i tempi della legge: 90 giorni per le osservazioni dei cittadini sono troppe ed i tempi per l’approvazione dei regolamenti potrebbero allungare la realizzazione di interventi che risultano improcrastinabili".
 
"In terzo luogo va detto che il testo di legge quadro non prevede ancora servizi diffusi sul territorio, specie nelle zone di montagna, come ad esempio centri diurni per Alzheimer, alloggi protetti, punti di sollievo e più in generale servizi e strutture per l’affiancamento ed il sostegno delle famiglie. La Fap Acli ritiene infine che ai sussidi economici per le famiglie, previste tramite l’erogazione degli assegni di cura, siano preferibili in via assoluta i buoni di servizio (voucher) i quali possono contribuire alla responsabilizzazione delle famiglie stesse nell’ottica di un servizio professionale erogato da enti competenti e da personale qualificato nell’ottica del rispetto dei diritti della persona assistita e del collaboratore famigliare stesso".
 
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