Adolescenti e rischi da Facebook, indagine di un docente trentino

Carlo Buzzi è consulente della Società italiana di pediatria, che ha svolto un'indagine sull'uso del pc da parte dei giovanissimi. I comportamenti a rischio sono maggiori collegandosi alla rete più di 3 ore al giorno

Sono otto su dieci i tredicenni che hanno il profilo su Facebook (il 79,8%, con un altro 6,5% che vuole farlo a breve),  mentre appena un anno fa erano il 10% in meno. E se per l’Autorità per le telecomunicazioni ormai il 30% dei telefonini italiani va su internet, molti di questi ce li hanno in tasca gli adolescenti: il 65% del campione, infatti, ne possiede uno.

La fotografia degli adolescenti di oggi è stata scattata dall’edizione 2011-2012 dell’indagine "Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti" della Società Italiana di Pediatria, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti (1042 maschi – 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore. A coordinare l'indagine il direttore del Dipartimento di Sociologia dell'università di Trento Carlo Buzzi, consulente scientifico la Società italiana di pediatria. “Le tendenze anticipatrici dei comportamenti vanno comunque ricercate nelle grandi città. In altre parole, è molto più probabile (nei consumi e  nelle abitudini di vita) che i comportamenti di oggi degli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane saranno presto “imitati” dagli altri che non viceversa. Ragion per cui è molto importante tener conto delle tendenze metropolitane anche se complessivamente interessano – in Italia – una fascia minoritaria di popolazione", spiega il sociologo.
 
I comportamenti considerati a rischio sono maggiori collegandosi alla rete per più di 3 ore al giorno (lo fa circa il 17%, media nazionale), ma il dato percentuale sale al 25,4% nelle grandi città. Ad avere il profilo sul Facebook è l’80% (50% nel 2009, 61%  nel 2010) degli adolescenti, ma nelle grandi città si supera l’85%. E nell’ambito della navigazione in rete, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane.
 
Anche relativamente al fumo di sigarette si fa sentire l’effetto “area metropolitana”.  Chi dichiara di fumare (o aver fumato) passa dal 32% (media nazionale) al 37,2. Per il 77,7% del campione le regole imposte dai genitori vanno bene, mentre solo il 16,5% le considera eccessive e un altro 6% addirittura poche. “Forse qualche regola più rigida non farebbe male– commenta a Maurizio Tucci, curatore dell’indagine – se si pensa che più del 50%  va a letto dopo le 23 anche se il giorno successivo c’è scuola, e la percentuale sfonda il 90%  se invece non ci sono lezioni. Inutile dire – prosegue Tucci - che le ore “midnight round” i baby nottambuli le trascorrono  davanti alla TV o, molto  più spesso, navigando in Internet, indisturbati nella propria camera da letto,  il 68%, infatti,  ha il pc in camera da letto e il 61% la tv. Naturalmente il 45% li ha entrambi”.
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