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Cooperativa trentina per minori finisce a "Le Iene" per conflitto d'interessi

Un servizio della trasmissione scandalistica denuncia il presunto conflitto d'interessi dei giudici onorari del tribunale minorile che lavorano anche in comunità per minori. Sul caso di Trento interviene il CNCA: "I giudici non decidono a quale struttura assegnare un minore, le rette sono di 150 euro al giorno, altro che business"

Un business alimentato da un conflitto d'interessi: i giudici onorari dei tribunali minorili lavorano anche all'interno di comunità per minori. E' la denuncia del programma televisivo "Le iene" che si è occupata nei giorni scorsi di un caso in provincia di Trento: si tratta della cooperativa Progetto '92 la cui vicepresidente, Katia Marai, è anche giudice onorario del tribunale dei minori. I suo duplice ruolo è stato confermato dal direttore della cooperativa intervistato dalla "iena" Matteo Viviani. Il caso era già arrivato in consiglio comunale a Trento grazie ad un'interrogazione della consigliera Gabriella Mafioletti, che da anni impegnata sulla questione. Questo conflitto di interessi è vietato dalla legge ma sembra sia prassi non solo in Trentino: sarebbero un centinaio i giudici onorari, figure che affiancano giudici ordinari e pm nei tribunali per minori, a lavorare anche presso strutture di accoglienza.

A correre in soccorso della cooperativa trentina è il CNCA, l'ente nazionale che coordina le comunità di accoglienza: "nel servizio delle Iene si fa credere, falsamente, che la maggior parte dei minorenni in comunità vengano strappati alle famiglie, senza il loro consenso e per futili motivi". Così si legge in una nota di Liviana Marelli, responsabile dell'area minori del CNCA, che porta proprio l'esempio della cooperativa Progetto 92: "dei 22 minorenni ospitati in questo momento nella comunità, ben 15 sono lì per 'inserimenti consensuali', cioè attivati d'intesa, e non contro, le famiglie di origine, con cui si lavora per ricostruire un progetto di vita familiare e per il minore. Inoltre, le cifre delle rette per le comunità dichiarate nel servizio, dai 70 ai 400 euro al giorno per persona, sono fuorvianti perché sopra i 150 euro, normalmente, arrivano solo le comunità terapeutiche, che hanno in carico persone con specifici bisogni sanitari. Le comunità socio-educative, quelle a cui ci si riferisce nel servizio, nel Trentino non superano i 140 euro, cifra che scende sensibilmente in altre regioni italiane, altro che business!". 

Sul conflitto, se non d'interessi quantomeno di ruoli, Marelli specifica: "è prevista una facoltà di astensione del giudice onorario rispetto ai casi di minori accolti in una struttura in cui egli opera e, soprattutto, che i giudici onorari non decidono l'assegnazione del minore a questa o quella comunità, prerogativa del Servizio sociale. Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Katia Marai e alla cooperativa Progetto 92, che da parecchi anni accoglie in modo serio, appassionato e competente bambini e ragazzi con storie difficili". 

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