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I trentini spendono più soldi per il gioco d'azzardo che per vestirsi

La spesa per videopoker, lotto e gratta e vinci, per ciascun componente della famiglia, è superiore a quella destinata ad abbigliamento e calzature (663 euro) e ai combustibili ed energia elettrica (758 euro)

Nel 2011 i trentini hanno speso circa 666 milioni di euro per giochi d’azzardo legali. Ciò corrisponde a ben 1.270 euro pro capite, contando anche i neonati e gli ultranovantenni. Questi dati sono pubblicati dall’Azienda dei Monopoli di Stato (AAMS) soltanto per la regione Trentino-Alto Adige. Gli esperti ritengono che il comportamento dei giocatori sia abbastanza uniforme nelle due Province Autonome, eccezion fatta per le puntate ai videopoker, di ammontare leggermente  inferiore in Trentino. Sui videopoker ricade la maggior parte delle giocate, circa il 67%.

La spesa per gioco d’azzardo, per ciascun componente  della famiglia, è superiore a quella destinata all’ “abbigliamento e alle calzature” (663 euro) e ai “combustibili e l’energia elettrica” (758 euro), e corrisponde a ben il 63% della spesa per alimentari (1.993 euro). Facendo una proiezione delle puntate di gennaio 2012 sull’arco dell’anno, si arriva all’incredibile somma di 1.724 euro per ogni componente della famiglia, quindi una spesa  quasi pari a quella per gli alimentari.
 
“Considerando queste cifre, ed il moltiplicarsi a macchia d’olio del numero di sale bingo e videopoker nei bar, i responsabili di politica e delle forze sociali dovrebbero mettere in atto, quanto prima, un adeguato piano di rafforzamento delle iniziative di prevenzione. Le misure di tutela devono essere radicate in modo sistematico a livello provinciale, e diffuse nel modo più ampio possibile” commenta il direttore del Centro ricerca consumatori utenti, Carlo Biasior.
 
"In particolar modo vanno tutelati i giovani. In questo le scuole sono chiamate a mettere a disposizione gli strumenti più adatti, evitando di incappare in materiali prodotti dai gestori dei giochi, camuffati quali materiali a tutela dei giocatori. In circolazione ve ne sono infatti alcuni, che con il pretesto di promuovere il gioco “responsabile”, promuovono in realtà solo il gioco per denaro, cioè d’azzardo.Visto il continuo aumento delle cifre spese nelle giocate, con contestuale (ovvio) moltiplicarsi delle difficoltà finanziarie delle famiglie, è lecito supporre che sempre più consumatori finiranno con perdere il controllo della propria condotta in tale ambito. Nonostante tutti gli sforzi in atto per cercare di limitare la crescente offerta di giochi, la sempre più vasta scelta di tipologie di gioco e l’illusione del facile guadagno, una sola strada di contrasto al fenomeno sembra davvero praticabile: ed è quella della prevenzione. Chiare informazioni ed efficaci misure di dissuasione e prevenzione sono gli unici strumenti per cercare di evitare a molte persone quella che è ormai divenuta una chiara patologia da “dipendenza dal gioco", conclude Biasior.
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