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Gioco d'azzardo: spesi 1 miliardo e 77 milioni di euro in dieci mesi

L'attuale dimensione patologica colpisce circa il 3% della popolazione ma è in continuo aumento, legato alla diffusione crescente. La Provincia si sta muovendo in diverse direzioni, comprese norme ad hoc

Il gioco d’azzardo pare assumere sempre più un carattere patologico. Introdotto e legalizzato ovunque in Italia per fare cassa, si è diffuso anche nella popolazione del Trentino Alto Adige. Le somme giocate e perse sono ingenti ed esiste un trend in aumento del fenomeno, nonostante la crisi economica. Complessivamente, infatti, le giocate in Trentino Alto Adige da gennaio ad ottobre 2011 sono state pari a 1 miliardo e 77 milioni, con un aumento degli importi giocati sia nel corso dell'anno (a gennaio erano 98 i milioni di euro giocati, mentre ad ottobre 119, il 21% in più), sia rispetto allo scorso anno.

Per inquadrare bene la portata del fenomeno basti pensare che la spesa pubblica per finanziare il sistema sanitario trentino è di poco più di 1 miliardo di euro.
 
Le perdite ammontano a circa 258.480.000 euro. Bassissime sono dunque le probabilità di vincita: è 4 volte più probabile essere colpiti da un fulmine nel corso della propria vita che fare 4 al Superenalotto. Si stima che circa il 42% della popolazione tra 15 e 64 anni abbia giocato puntando soldi. Il gioco è più diffuso tra gli uomini (52%) rispetto alle donne (33%), inoltre l’11% degli uomini e il 6% delle donne riferisce di avere l’impulso a giocare somme di denaro sempre più consistenti, mentre l’11% degli uomini e il 4% delle donne cerca di tenere nascosta l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco.
 
I giochi più giocati sono gratta e vinci/lotto istantaneo e Superenalotto, tra i giovani maschi anche scommesse, poker texano, video poker e slot machine. I luoghi prediletti per giocare sono i bar, tabacchi e pub, mentre tra i giovani si gioca molto anche in casa, su internet e nelle sale giochi.
 
Negli ultimi 12 mesi tra gli studenti trentini il 64% dei ragazzi e il 50% delle ragazze ha praticato giochi in cui si puntano soldi. Tra chi gioca: il 12% dei ragazzi ed il 7% delle ragazze gioca frequentemente (20 volte e più), il 26% risulta essere a rischio, il 18% a rischio minimo, l’8% a rischio moderato. Alla luce di questi dati si può desumere che una parte dei giocatori, soprattutto maschi, può essere considerato a rischio per lo sviluppo di problemi legati al gioco.
 
La situazione è degenerata negli ultimi 2 anni,  dopo l’introduzione delle cosiddette videolottery (le quali, pur con criteri di installazione più selettivi, stanno invadendo il mercato in considerazione delle somme altissime - 500mila euro - che si possono vincere, tanto da essere definiti minicasinò) e delle nuove norme statali del 2011 che hanno ulteriormente ampliato le possibilità di gioco.
 
L'attuale dimensione patologica, che colpisce circa il 3% della popolazione ma che è in continuo aumento, è legata proprio alla diffusione crescente del gioco d'azzardo in diverse forme. Di fronte all'aumento di questo fenomeno la Provincia si sta muovendo in diverse direzioni: promuovendo una campagna di sensibilizzazione sul gioco d'azzardo patologico, sulla riabilitazione e sulla cura. Inoltre è stato previsto un aggiornamento normativo che possa disciplinare limiti e condizioni all’esercizio delle attività economiche nei diversi tipi di strutture (case da gioco, bar, tabacchini, eccetera). Verrà quindi svolta un’azione coordinata tra forze di polizia statale e comunale al fine di contrastare il gioco illecito e i possibili impatti in termini di sicurezza urbana.
 
"Giocare in un certo modo - dice l'assessore provinciale alla salute e politiche sociali Ugo Rossi - può presentare pericoli molto gravi, pericoli che i nostri operatori socio sanitari toccano con mano tutti i giorni. Per questo vanno fornite risposte differenziate che non siano solo relative alla cura e alla terapia, ma siano anche di informazione e di prevenzione. I cittadini devono capire quanto pericolo esiste nel gioco d'azzardo e che anche questa è una malattia patologica molto grave, basti pensare che dal 2007 al 2011 le persone in Trentino che hanno una diagnosi in tal senso sono passate da 4 a 37 e che attualmente vi sono una sessantina di persone seguite dai competenti servizi. Stiamo lavorando collegialmente su questo tema, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, pubblici e privati".
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